* S - esse *
dodici ore filate di lavoro, riunioni, pc, telefonate, pc, sopralluoghi, pc, pc,pc.
due pizze dopo due ore di coreografia ripetuta alla nausea, cercando solo di seguire il tempo, con il cervello che riesce a contare davvero solo fino a otto.
cinque minuti di buonanotte baciata.
un gatto che mi aspetta sul letto.
zero abbracci.
ma solo stasera.
"...
Calaf: <<Tu pure, o principessa,
nella tua fredda stanza
guardi le stelle che tremano
d'amore e di speranza!
Ma il mio mistero
è chiuso in me,
il mio nome nessun saprà!
No, no, sulla tua bocca lo dirò,
quando la luce splenderà!
Ed il mio bacio scioglerà
il silenzio che ti fa mia!
Dilegua, o notte.
Tramontane, stelle.
Tramontane, stelle...>>
...
Turandot: <<Del primo pianto... Ah...
Del primo pianto!
Sì, straniero, quando sei giunto,
con angoscia ho sentito
il brivido fatale
di questo mal supremo.
Quanti ho visto morire per me!
E li ho spregiati;
ma ho temuto te!
C'era negli occhi tuoi
la luce degli eroi.
C'era negli occhi tuoi
la superba certezza...
E t'ho odiato per quella...
E per quella t'ho amato,
tormentata e divisa
fra due terrori uguali:
vincerti o esser vinta...
E vinta son... Ah! Vinta,
più che dall'alta prova,
da questa febbre che mi vien da te...
Più grande vittoria non voler.
Parti, straniero, col tuo mister.>>
...
Calaf: <<Il mio mistero?
Non ne ho più! Sei mia!
Tu che tremi se ti sfioro!
Tu che sbianchi se ti bacio
puoi perdermi se vuoi!
Il mio nome e la vita
insiem ti dono.
Io son Calaf...>>
Turandot: <<So il tuo nome! So il tuo nome!>>
..."
(Turandot, Atto III, scena I - G. Puccini)
