* S - esse *




quer pasticciaccio brutto de via l.

 

 

è un po’ che non vomito paroline vermicolose su questo bello sfondo bianco. in realtà tutto ciò che vorrei scrivere non è che lo voglio scrivere, ma lo vorrei urlare in faccia a chi da un mese a questa parte è divenuto “il favoloso miracolo” del riscaldamento del mio statico cuore di pietra… ih ih ih… ma presto non dovrò urlare, dovrò semplicemente bisbigliare a un orecchio vicinissimo alla mia bocca… in fondo se sei felice tu lo sai batti le mani… clap clap… continuerò invece parlando delle mummie/protisti che popolano quello che per il 75% (il 24% è disoccupato, l’1% è sconsiderato come la sottoscritta) della popolazione è il mondo nonché ragione di vita: l’onesto lavoro. fondamentalmente credo che qui i più siano trascinati dalla corrente: tipo vecchi castori che si aiutano con l’andamento del fiume a trascinare marci e pesanti pezzi di legno. alcuni sono modello iena ridens: ghignetto sorridente da fare rizzare tutti i peli, pronti a saccheggiare il tuo piccolo gruzzolo di impegno e ingegno dalla buona idea, per mettersi in mostra al tuo posto… sì, credo che la cosa peggiore sia lo sciacallaggio tra colleghi che, comunque, continua a dilagare anche nel 2005 nonostante il famosissimo motto: “il lavoro non è tutto nella vita”. l’essere che adoro di più ammirare è comunque il trascina suola. vaga indisturbato per i corridoi, fa un sorriso ai superiori, pacca sulla schiena ai colleghi, parla di calcio all’ufficio tecnico. il buon impiegato medio. vive nove/dieci preziose ore al giorno della sua vita in ufficio e quando esce accende condizionatore e tv a casa, attendendo di cenare, andare a dormire e tornare al lavoro. poi c’è la specie come me, che scatta foto al suo pc,

si intrattiene inutilmente su blog offrendo cazzate, chiacchiera via mail, in pausa pranzo fa, mio Dio, origami, d’inverno fa la maglia davanti al camino e crede, stupidamente e un po’ ingenuamente, in quello che fa. e lavora sodo. magari cazzeggia, ma se si mette di impegno fa i fuochi d’artificio. immagina di fidarsi della iena ridens, di motivare il trascina suole. e mentre compila un registro di controllo dei consumi delle emissioni in atmosfera e litiga per lo smaltimento di un rifiuto, sogna anche un po’ il mare.

pensa al mare e si dice:

 

 

…ma cazzo.

…ma porco cazzo.

 

 

che

 

diavolo

 

ci

 

faccio

 

qui

 

?

 

 



La Silvietta ha fatto un volo qui / martedì, 30 agosto 2005/ 15:14
commenti (1)
Commenti
#1   30 Agosto 2005 - 15:27
 
domanda che aleggia sempre nella testa di chi non si rassegna a questi grigi uffici...e che diventa pesante pesante appena rientrata dalle ferie e da un posto splendido!
miao-maio
tigrabianca
utente anonimo

Commenti
/ commenti (1)(popup) / Permalink