* S - esse *
- se questa è una donna -
è da un po' che trascuro le pallide pagine bianche che minacciose scintillano sullo schermo quando si clicca il comando "scrivi".
"scrivi". semplice cliccarlo, ma poi?
poi non hai molto da scrivere, se non che le giornate di ventiquattr'ore sono troppo brevi, e le settimane hanno andature troppo veloci.
1,2,3 settimane. volate.
puf.
tu giri, fai, vedi.
case, persone, amici, amiche, cene, chiacchiere, di nuovo case, ancora persone. sconosciuti dalle stesse facce, le stesse cravatte, i completi grigi e fuori moda. mani gesticolanti da illusionisti che vogliono vendere spettacoli di parole e discorsi prolissi e noiosi.
quadrati di cielo allegro incastrati in rigide finestre di ufficio.
lo sberleffo di quindici gradi a dicembre.
l'esigenza esterna di addobbare alberi a festa e terrazzi di squallidi mini babbo natale impiccati.
scale e renne comprese.
l'idea che solamente digitando velocemente sulla tastiera queste righe insensate esse creino il senso di attribuire a queste parole l'appellattivo di sfogo.
alla fine, gira e rigira, è li che si torna.
al cuore e l'anima fusi.
e 'fanculo agli aforismi e alle frasi fatte, 'fanculo alle poesie melodiche e ai malinconici testi capolavoro creati in un momento di acido o fumo.
è li che inizia. dal muscolo rosso che si dice sia grande quanto un pugno e che ti fa scorrere il sangue per vivere.
è da quel muscolo rimbombante che tutto ha inizio, sangue compreso.
perchè se c'è qualcosa di veramente falso è che è il sangue che ti fa vivere.
pensi di vivere senza quella voce incisa nelle vene?
pensi forse di vivere senza l'immagine di quelle mani rugose e asciutte scolpite in ogni singola piega del tuo cuore?
tu, ragazzina cresciuta, inesperta e piena di sogni e illusioni, pensi veramente che sia vita senza quei suoi dolci occhi grigi e stanchi che ti sussurrano coraggio e lealtà ad ogni battito?
se c'è qualcosa di veramente falso è che è il sangue che ti fa vivere.
