* S - esse *
ne sono schiava.
e non è per lo stipendio,
o per il portatile nuovo che è arrivato,
o per l'obiettivo raggiunto.
ne sono schiava per i complimenti.
"ingegnere, complimenti"
o solo per una mail di risposta:
"well done".
ne sono schiava perchè l'adoro.
e allora?
programma per i prossimi giorni?
sabato:
9.00-12.30 ufficio
domenica:
chiavetta usb colma di documenti portati a casa dopo una parentesi in paradiso con lui
lunedì:
la vigilia della battaglia.
giovedì:
si torna ad avere una vita senza di lui. il lavoro. come chiodo fisso almeno.
e allora?
allora ora stacco e vado in sala: stasera devo studiare un nuovo pezzo di coreografia.
.
per fortuna che son donna
ri.
Le donne lo sanno
c'è poco da fare
c'è solo da mettersi in pari col cuore
lo sanno da sempre
lo sanno comunque per prime
le donne lo sanno
che cosa ci vuole
le donne che sanno
da dove si viene
e sanno pe qualche motivo
che basta vedere
e quelle che sanno
spiegarti l'amore
o provano almeno
a strappartelo fuori
e quelle che mancano
sanno mancare
e fare più male
possono ballare un po' di più
possono sentir girar la testa
possono sentire un po' di più
un po' di più
le donne lo sanno
chi paga davvero
lo sanno da prima
quand'è primavera
o forse rimangono pronte
è il tempo che gira
le donne lo sanno
com'è che son donne
e sanno sia dove
sia come sia quando
lo sanno da sempre
di cosa stavamo parlando
e quelle che sanno
spiegarti l'amore
o provano almeno
a strappartelo fuori
e quelle che mancano
sanno mancare
e fare più male
vogliono ballare un po' di più
vogliono sentir girar la testa
vogliono sentire un po' di più
un po' di più
possono ballare un po' di più
possono sentir girar la testa
possono sentire un po' di più
un po' di più
al limite del piacere
al limite dell'orrore
conoscono posti in cui non vai
non vai
le donne lo sanno
che niente è perduto
che il cielo è leggero
però non è vuoto
le donne lo sanno
le donne l'han sempre saputo
vogliono ballare un po' di più
vogliono sentir girar la testa
vogliono sentire un po' di più
un po' di più
al limite del dolore
al limire dell'amore
conoscono voci che non sai
non sai
****
3***
31**
315*
3154
alla fine era questo.
bastava digitare questi numeri. il PIN era questo.
peccato che mi sia venuto in mente solo alle 15.45.
e che alle 8.40 di stamattina avessi fatto già 6 tentativi.
sbagliati.
6 tentativi : 3 possibilità = 2 cellulari bloccati.
...
... !
sto ascoltando mozart.
un vecchio cd di mio fratello, che piace anche a me e che, stasera, ho trovato addormentato a copertina in giù sulla scrivania.
oggi ho imparato diverse cose.
la prima cosa che ho imparato è che non sarò mai una ballerina. in realtà avevo già il sospetto di ciò, ma non volevo interrompere il bel discorso cinico che ci ha fatto stasera l'insegnante di modern jazz con un: "bella scoperta, probabilmente se avessi voluto fare la ballerina non mi sarei mai sognata di studiare il decreto ronchi".
e così, il sogno di ogni bambina (o meglio: quello che viene insegnato a sognare a tutte le bambine) è stato infranto da un paio di frasi del tipo "ci vuole costanza... bla bla bla... va preso sul serio... bla bla bla... non potete pretendere di entrare in scena davanti a un pubblico se prima... bla bla bla..."
...
la seconda cosa che ho imparato è che se si affettano un kiwi e una banana a rondelle, li si mettono nella stessa ciotola, si ricopre la ciotola con una pellicola trasparente e si aspettano circa due ore, il kiwi non saprà più di kiwi ma di banana.
impressionante.
la prossima settimana proverò la teoria della banana con le fragole. vediamo cosa succede.
la terza cosa che ho imparato è che se smetti di crederci hai smesso di farcela.
il fatto che io non abbia smesso di credere pare non sia suffciente a fare in modo che il guerriero ce la faccia e questo mi irrita. mi irrita, perchè una delle cose che mi irrita di più è sentirmi impotente. e di fronte a quanto mi sta succedendo uno non può far altro che sentirsi impotente. vorrei apparisse all'istante la fatina madrina, che con un colpo di bacchetta magica sistema ogni cosa e, già che c'è, mi regala anche un bel vestito e delle scarpette di cristallo (anche se le scarpette di cristallo mi sono sempre sembrate una invenzione del cazzo, perchè se hai lo smalto non proprio perfetto ti tocca rifare tutta la pedicure).
e invece il guerriero è lì che si tiene la testa e fa di no col capo alla vita, nonostante le analisi siano più che rassicuranti.
i misteri della mente e della vecchiaia.
del crederci e dello smettere di crederci.
e io?
io sono qui. immobile. impotente. che ci crede.
e che si chiede:
"ma dove andrà a finire tutto il mio affetto?".
fonte: corriere della sera, 29 novembre 2005
http://www.dirittiglobali.it/articolo.php?id_news=117
...
When I consider everything that grows
Holds in perfection but a little moment,
That this huge stage presenteth nought but shows
Whereon the stars in secret influence comment;
When I perceive that men as plants increase,
Cheered and checked even by the selfsame sky,
Vaunt in their youthful sap, at height decrease,
And wear their brave state out of memory:
Then the conceit of this inconstant stay,
Sets you most rich in youth before my sight,
Where wasteful Time debateth with Decay,
To change your day of youth to sullied night:
And all in war with Time for love of you,
As he takes from you, I engraft you new.
Quando penso che tutto ciò che nasce
Resta perfetto un solo breve istante,
E questa scena immensa offre solo fantasmi
Su cui le stelle calano il loro arcano influsso.
Quando vedo crescere gli uomini come le piante,
Favoriti o contrastati dallo stesso cielo,
E vantarsi in gioventù e al culmine decrescere,
Cancellando dalla memoria l’orgogliosa primavera,
Allora nel sogno di questa vita precaria,
Ti mostri ai miei occhi di gioventù vestito,
Mentre il tempo e la morte cospirano insieme,
Per trasformare in fetida notte il tuo fresco giorno.
Allora per amor tuo lotto col tempo
E come esso ti lacera, io ti risemino ancora.
(William Shakespeare - Sonetto XV)
ed è alla soglia dei trentanni
che, distante solo per i chilometri e non per il cuore,
qualcuno mi fa canticchiare:
...è per te un'aranciata fresca
è per te lo scodinzolo dei cani
è per te il colore delle foglie
la forma strana della nuvole
è per te il succo delle mele
è per te il rosso delle fragole
è per te ogni cosa che c'è ninna na ninna e...
è per te il profumo delle stelle
è per te il miele e la farina
è per te il sabato nel centro
le otto di mattina
è per te la voce dei cantanti
la penna dei poeti
...
a quanto pare valeva la pena aspettarlo...
e poi, oggi,
signore e signori,
ladies and gentlemen,
è primavera.
questa invece è dello scorso fine settimana:

giusto giusto un po' di neve...
=)
fine settimana sulle ciaspole per arrivare a lui: il rifugio battisti

ma attenzione: la foto è di un album, inreatà la neve lo ricopriva fino alle finestre del secondo piano!
che spettacolo!
e poi il menù dopo la scalata:
farro speck e gorgonzola
tagliatelle al ragù
polenta con capriolo
torte fatte in casa
WOW
"...
Malgrado la castità dell'amplissima gonna, la semplicità con cui i capelli erano intrecciati e raccolti in un nodo, la compostezza delle bianche mani congiunte nel grembo, la sua vera personalità non riusciva a celarsi. Gli occhi erano vivacissimi nel viso dolce, pieni di volontà, avidi di vita, in assoluto contrasto con il suo contegno riservato. Questo derivava dagli affettuosi consigli materni e dalla severa disciplina della bambinaia; ma gli occhi erano suoi ed erano indipendenti."
(da "Via col vento" - Margaret Mitchell)
alla fine ce l'ho fatta.
non è stato semplice.
ci ho provato tante altre volte, ma mai avevo ottenuto un risultato tanto memorabile.
forse era sufficiente appena un po' più di impegno
forse bastava un pizzico di fortuna
o forse dovevo portare solo un po' più pazienza.
sono sincera: l'impresa era ardua
ma alla fine
ho avuto la meglio
.
ho perso gli occhiali. quelli da vista.
(anche quelli da sole, ma al momento non è che siano proprio una priorità...)
in realtà è da un paio di giorni che sono stati inghiottiti da qualcosa di sconosciuto
sta di fatto che sono spariti
da soli.
click.
mi distraggo un attimo e loro si mimetizzano.
in casa ho sette stanze e due bagni.
niente.
in nessuna di esse.
mi toccherà andare in solaio,
andare in cantina,
andare in lavanderia,
andare giù dal guerriero e la nonna.
cheppalle.
anche le gambe invidìsibili, 'sti occhiali.
.
piuttosto: auguri, di e auguri, mami.
l'archivio a cartelle sospese è finalmente con noi. un po' come la forza per un cavaliere jedi. adesso posso andare ad oltranza come una macchina (cosa che per altro mi contraddistingue): mi fermerò solo sull'orlo della crisi di nervi che neanche la tisana buon sonno dell'angelica potrà placare.
da perfetta "ingegner precisini" ,come tende a chiamarmi il fratellino, l'archivio a cartelle sospese mi darà la motivazione in più per mappare al minuto i singoli processi aziendali e diventare la peggior ss degli audit, attenzione, a-u-d-i-t interni.
...
come soldatini, le cartelle sospese nell'archivio a cartelle sospese, dettano una febbricitante mania di ordine e sono lì che si agitano e mi bisbigliano: dai, dai, dai, dai, dai.
...
ci sono le donne che apprezzano i fiori
ci sono le donne che apprezzano i cioccolatini
ci sono le donne che apprezzano le mercedes
io apprezzo gli archivi a cartelle sospese
...
l'ingresso maldestro dell'archivio a cartelle sospese, tra schiamazzi e tamponamenti alle intralcianti scrivanie, mi ha fatto tornare il srriso smagliante, quello che un bambino riserva alla torta preferita.
agitazione, tumulto, un brivido
ed eccolo lì, che si erge: da una parte lui, dall'altra il pc in un dialogo lavorativo e occhialuto.
ed io sono contenta, tanto da dire. "direttore, non sa, è il giorno più bello della mia vita"
e tornre con un sorriso idiota a battere su una nera tastiera.
tutto per lui.
l'archivio a cartelle sospese.
esaurita dal lavoro?
chi?
io?
ah ah ah
lavoro solo dodici ore
che dite.
e poi ora la forza è con me!
...
...
...
tranquilli, la tisana dell'angelica ha ancora effetto. la grigia vita dell'ufficio mi ha solo in parte.
l'altra parte è proiettata a lui, lei (la montagna) e loro (gli amici).
ma per oggi:
...
dammi una lametta che mi taglio le vene 
"...
Romeo: << Oh, che luce viene da quella finestra? Essa è l'oriente e Giulietta è il sole. Sorgi, bel sole, e uccidi l'invidiosa luna già malata e livida di rabbia perché tu sei tanto più luminosa di lei. E' la mia signora. Oh, è il mio amore!
Due delle stelle più belle di tutto il firmamento,affaccendate altrove,
Chiedono ai suoi occhi di brillare nelle loro sfere finchè non torneranno.
E se i suoi occhi fossero li e loro nel suo capo? Lo splendore della sua guancia
Umilierebbe quelle stelle come la luce del giorno quella d'una lampada.
I suoi occhi percorrendo il cielo e le regioni dell'aria sarebbero così luminosi
Che gli uccelli canterebbero pensando che quella non è la notte. Guarda come posa
La giuancia sulla mano. Oh fossi un guanto su quella mano per poter toccare Quella guancia>>
Giulietta: <<Romeo, Romeo, ma perché sei tu Romeo? Rinnega tuo padre, rinuncia al tuo nome; e se non vuoi farlo, basta che tu giuri d'essere il mio amore perché io non sia più una Capuleti.
Solo il tuo nome mi è nemico; tu sei te stesso, non un Montecchi. Che cos'è Montecchi? Non è la mano, non è il piede, non è il braccio, non è il volto né qualsiasi altra parte d'un corpo umano. Prendi un altro nome. Cosa v'è in un nome? Quella che noi chiamiamo rosa non perderebbe il suo profumo se avesse un altro nome. E così Romeo, anche se non si chiamasse Romeo, resterebbe perfetto. Romeo, lascia andare il tuo nome; e pel tuo nome che non è parte di te, prendi tutta me stessa.>>
...
Romeo: <<Benedetta, benedetta notte! Ho paura, poi che è notte, che tutto questo sia solo un sogno, troppo dolce e lusinghiero per essere vero.
Vorrei essere il tuo prigioniero.>>
Giulietta: <<E così vorrei io, dolcezza mia, ma ti finirei per le molte carezze. Buonanotte, buonanotte! Lasciarti è un dolore così dolce che vorrei dir buonanotte finché fosse giorno.>>
Romeo: <<Sonno agli occhi tuoi, pace al tuo cuore! Vorrei essere io il tuo sonno...>>
...