* S - esse *
"Tanto tempo fa ci fu un inverno molto rigido.
La neve scendeva dal cielo e copriva tutta la città, le strade, i giardini.
Sotto la grondaia di un palazzo c'era un nido di una famigliola di merli, che a quel tempo avevano le piume bianche come la neve. C'era la mamma merla, il papà merlo e tre piccoli uccellini, nati dopo l'estate.
La famigliola soffriva il freddo e stentava a trovare qualche briciola di pane per sfamarsi, perché le poche briciole che cadevano in terra dalle tavole degli uomini venivano subito ricoperte dalla neve che scendeva dal cielo.
Dopo qualche giorno il papà merlo prese una decisione e disse alla moglie:
"Qui non si trova nulla da mangiare, se continua così moriremo tutti di fame e di freddo. Ho un'idea, ti aiuterò a spostare il nido sul tetto del palazzo, di fianco a quel camino così mentre aspettate il mio ritorno non avrete freddo. Io parto e vado a cercare il cibo dove la neve non è ancora arrivata".
E così fu fatto: il nido fu messo vicino al camino e il papà merlo partì. La mamma e i piccoli uccellini stavano tutto il giorno nel nido scaldandosi tra loro e anche grazie al fumo che usciva tutto il giorno dal camino.
Dopo tre giorni il papà tornò a casa e quasi non riuscì più a riconoscere la sua famiglia: il fumo nero che usciva dal camino aveva colorato di nero tutte le piume degli uccellini!
Per fortuna da quel giorno l'inverno divenne meno rigido e i merli riuscirono a trovare cibo sufficiente per arrivare alla primavera. Da quel giorno però tutti i merli nascono con le piume nere e per ricordare la famigliola di merli bianchi divenuti neri, gli ultimi tre giorni del mese di gennaio sono detti i tre giorni della merla."
...
ma cosa ci faccio in questo ufficio?! dovrei lavorare a bim bum bam...
sono arrabbiata.
sarebbe stato un fine settimana perfetto.
per colpa di questo tempo che ricopre di neve parte del nord italia, tutto è stato rinviato. a data da destinarsi.
innervosita dall'ennesimo fenomeno che non posso comandare.
pazienza.
porterò pazienza.
in fondo sono brava a farlo.
fine.
in 40 minuti ci sono già 5 cm di neve, mentre qui nu. e siamo solo a 25 km!
sta di fatto che per una volta spero che smetta, se no domani mi ci vorrà la slitta...
fine settimana non a letto con l'influenza finalmente.
domenica sui pattini al palaghiaccio.

e oggi è già lunedì. di una settimana infernale.
ancora malata.
di nuovo.
finirò per diventarlo dentro.
sono stanca di naso umido, voce roca, occhio spento.
inoltre il malessere mi fa venire in mente cose inscrivibili.
o meglio.
che farebbero bene a rimanere inleggibili.
delirio.
dettato.
da.
un.
morale.
appannato.
e.
da.
un.
enorme.
senso.
di.
vuoto.
non nel cuore, è certo.
forse più nell'intelletto.
nell'intorno.
non c'è nulla intorno da troppo tempo.
è quasi un'agorafobia.
inoltre terza lezione di danza persa.
maledetta influenza.
nevica. figo.
caffè.
niente, inizio a lavorare.
Remember that piano
So delightful unusual
That classic sensation
Sentimental confusion
Used to say
I like Chopin
Love me now and again
Rainy days never say goodbye
To desire when we are together
Rainy days growing in your eyes
Tell me where's my way
Imagine your face
In a sunshine reflection
A vision of blue skies
Forever distractions
Used to say
I like Chopin
Love me now and again
Rainy days never say goodbye
To desire when we are together
Rainy days growing in your eyes
Tell me where's my way
sono spalmata sulla scrivania.
un gioioso lunedì di lavoro dopo un fine settimana da involtino primavera nel piumone con la febbre.
brutto.
e i postumi che si fanno sentire alle prime luci dell'alba.
bla.
io mmmalata.
3 + 1 = 500

la voglio.
la faranno?
o continueranno con le pipp...ate?
è sempre motivante vedere come si impenni il contatore shiny stat nei giorni feriali...
continuiamo così. del resto ci vuole una qualche gratificazione nelle dure giornate di più o meno onesto lavoro (sì, insomma, non so voi, ma io...)
ebbene torno a postare righi inutili quanto poco sentite, visto che l'ispirazione è momentaneamente chiusa in uno dei cassettini. aspetto lo sviluppo delle ultime foto, sperando mi aiutino a rendere leggermente più interessante la bottega del cielo.
nel frattempo, per chi è della zona, vi passo una dritta: "montefortiana". si cammina e si mangia.
e se continuano i cieli di queste mattine (30' a cazzeggiare dalle 8.00 alle 8.30 in carraia a scattare invece che dirigermi verso l'ufficio), non dovrebbe essere male.
ah, quasi mi dimentico la gentile richiesta di syd:
1. mangio almeno un cioccolatino al giorno (ho detto almeno)
2. i cellulari sono sempre accesi, ma sistematicamente impostati su "silenzioso" e in una stanza diversa da quella in cui sono io
3. ho due cellulari, entrambi con la stessa suoneria quando attiva (lady oscar)
4. quando mi alzo è meglio che non parli con nessuno e non mi trovi di fronte a nessuno. ho qualche eccezione, grazie a Dio ;-), ma tendenzialmente i primi cinque minuti vorrei essere sola. chi lo sa la chiama "la mezz'ora"
5. la suddetta "mezz'ora" può comparire senza nessun preavviso e in un qualsiasi istante della giornata: sono estremamente lunatica.
peccato, solo cinque. mi era venuta l'ispirazione.
le catene sono patetiche. invito, comunque, a fare la lista: tigra, di, bim, andre976 se ne hanno voglia e comunque chiunque voglia.
ah, mi dimentico: c'è tutta una pappardella prima che non sto a copiare, in breve: chi è invitato deve invitare qualcuno a sua scelta.
.
bene, ora mi aspetta pearl harbor: cercherò uno spunto guardando quei deliziosi abiti anni '40.
Ho guardato dentro una bugia
E ho capito ch'è una malattia
Che alla fine non si può guarire mai
E ho cercato di convincermi
Che tu non ce l'hai
E ho guardato dentro casa tua
E ho capito ch'era una follia
Avere pensato che fossi soltanto mia
E ho cercato di dimenticare
Di non guardare
E...
E ho guardato la televisione
E mi è venuta come l'impressione
Che mi stessero rubando
Il tempo e che tu
Che tu mi rubi l'amore
E poi ho camminato tanto e fuori
C'era un gran rumore
E non ho più pensato
A tutte queste cose
E...
E ho guardato dentro un' emozione
E ci ho visto dentro tanto amore
Che ho capito perchè
Non si comanda al cuore
E va bene così
Senza parole
...
ok.
spengo la televisione, nonostante i video carini che passano.
sfido il torcicollo: riordino le foto del madagascar.
sì, devo ancora finire di farlo...
quella brutta della befana (gossip a tutti i lettori: NON SONO IO) è arrivata e si porta via tutte le feste e anche lo sfondino odiato da di con babbo natale.
continuo a sapere perfettamente che il rosa non sta bene con l'arancio/giallo, ma me ne frego.
ok.
fatto.
adesso mangio un pezzo di spongata, disfo l'albero e faccio un sonnellino.
ritento nell'impresa di postare ciò che ho scritto stamattina, sperando in uno splinder meno impegnato... l'umore per fortuna è cambiato, ma domani si presenterà, temo, una giornata fotocopia.
=S
ironia della sorte, sono al lavoro praticamente da sola da almeno due giorni, ma non abbastanza sola: tra i piedi l'unica persona che continua a mettere i bastoni tra le ruote mentre cerco di fare ordine tra i cassetti e l'archivio in cui sembra essere scoppiata, nel corso dell'anno passato, una mini bomba atomica.
appena avrò finito l'opera, sulla scrivania ci sarà abbastanza spazio anche per il mio baobab di paglia.
bene.
mi irrita solo il fatto che quella presenza mi abbia già fatto iniziare a contrarre la mandibola.
e io odio sentire già
la morsa alla bocca dello stomaco,
la rigidità della suddetta mandibola,
lo sguardo cattivo da gatto arrabbiato che lancio nell'ambiente circostante.
e, soprattutto:
odio sentire quello sguardo insobrio e poco lucido che mi guarda il culo mentre metto via raccoglitori.
grrr