* S - esse *
lieve lieve scende la neve
io mangio due chicchi d'uva.
signori, buon anno.
sono in partenza per firenze.
: i've survived :
è andato. i pacchetti scartati, i baci schioccati, gli abbracci scaldati. finito.
quest'anno è stato diverso. più intenso e ricco di emozioni contrastanti. spesso è comparsa la malinconia, è comparsa un po' di tristezza, ma anche la forza di chi, cavaliere, continua a mettersi lucenti armature solo per noi. e insegna, certo. anche se spesso vediamo prima il nemico buio della lucente armatura.
il mio Natale è andato. volato via, tra le parole sussurrate in chiesa, il rosso della tovaglia, il sapore di un moscato bevuto in otto.
tra una gita fuori porta e un amore svelato che quasi... commuove... anche se la parola non è proprio proprio corretta.
e ora il cd gira vorticosamente e canta:
"What have I got to do to make you love me
What have I got to do to make you care
What do I do when lightning strikes me
And I wake to find that you're not there
What do I do to make you want me
What have I got to do to be heard
What do I say when it's all over
And sorry seems to be the hardest word
It's sad, so sad
It's a sad, sad situation
And it's getting more and more absurd
It's sad, so sad
Why can't we talk it over
Oh it seems to me
That sorry seems to be the hardest word
What do I do to make you love me
What have I got to do to be heard
What do I do when lightning strikes me
What have I got to do
What have I got to do
When sorry seems to be the hardest word"
splendida.
e io ormai conto. le ore...

S O R P R E S A !
con il primo giorno d'inverno, oltre che alle mutande di lana, sono passata al nuovo sfondo natalizio!
sono coscente del fatto che il font rosa sia assolutamente incompatibile con tutti gli altri colori, ciò nonostante i miei pensieri continueranno ad essere tali.
stasera ultime due ore di lezione di danza: ci si rivede tutte l'undici con ancora la scopa della befana messa per traverso da tanto sarò stenca e domani ultima giornata lavorativa del 2005.
oddio quanta voglia che ho di una bella fetta di pandoro!
e così, dopo aver lavorato per 10 ore e aver saltato da un negozio all'altro per i regali di Natale, arrivo a casa ad imbozzolarmi in un panno di lana.
due chiacchiere, tre forchettate di patate arrosto, accarezzo il gatto, resto in piedi qualche minuto davanti al camino. piedi gelati. ciò che spetta ad una che continua a portare la camicia da notte senza calzettoni: piedi gelati.
il bozzolo migra per la casa, si sposta dalla sala, al tinello, per arrivare in cucina, tornare indietro entrare nel caotico studio.
si siede.
in poltrona.
ed è lì che il simil involtino primavera di lana trova lo scopo. se anche la vita mi vorrà zitella (e non si sta parlando di single!), ci sarà lui a consolarmi.
lui.
il film strappalacrime di raidue che, facendomi singhiozzare ogni dieci minuti, mi fa slacciare persino il gancino del reggiseno.
ho appena ingurgitato un mezzo bignè alla crema coperto di panna.
che schifo.
cioè: io che schifo, il bignè squisito.
oggi è interminabile.
inaffrontabile.
oggi è l'ultimo lunedì prima di Natale.
dai che passa.
è ufficiale: il sette è iniziato il frenetico giro delle "feste degli auguri".
si mangerà ininterrottamente e con tutti (anche con semi sconosciuti).
primo reperto da mettere agli atti: la convention natalizia aziendale...
...e qualcuno ha avuto il coraggio di dire che sembravo la principessa leila di star wars...

necessito:
- di un letto
- di una copertona pesante che profuma di lavanda
- di di
- di un po' di tranquillità
- di una vacanza
- di una fetta di pandoro con sopra il mascarpone
- di una fetta di pandoro con sopra la cioccolata fusa
- di un camino acceso
- di una passeggiata in un bosco
- di collaborazione
- di essere lontana da questo ufficio
eccheccazzo
Santa Lucia è il giorno più corto che ci sia
inizia a farmi un po' impressione scartare un enorme *pacco infiocchettato* davanti a una fumante tazza di tè con di fianco quattro bucaneve doria. con gli occhi felici scoprire che si tratta di un morbido accappatoio color panna.
non crescerò mai.
ormai è certo.
LA CARRAMBATA
ieri sera abbiamo organizzato: incontro con due vecchie amiche, lei e la ba.
un tavolino in un bar di una palestra (?!), due birre, un cubano e un mare di chiacchiere e confidenze.
io felice.
albero e... ponteggi =S

giornata cupa e uggiosa
che stona con i colori brillanti del mio monitor nuovo ultrapiatto e strafigo.
giornata umida e grigia
che stona con il calore che vorrei portare lontano, ma non troppo, da qui.
.
oggi è proprio uno di quei giorni in cui vorrei volare.
volare via.
uno di quei giorni che ha senso solo una cioccolata in tazza con panna.
e un piumone.
e chiudere ancora un po' gli occhi.
e sognare.
ma non da sola.
mangio LO yogurt.
distratta mi volto verso quella stronza della de beers che anche quest'anno riceve un regalo da favola per Natale da un uomo fighissimo e innamoratissimo di lei...
antipatica.
poi sorrido da sola come una scema.
sono fortunata.
perchè ho al mio fianco una persona che ha il potere di farmi sentire sempre più spesso come quella stronza della de beers.
wow
=)
C'era un cavaliere
bianco e nero prigioniero
senza un posto nè un sentiero
senza diavolo nè Dio
senza un cielo da sparviero
senza il grido di un guerriero
io ti lascio senza perderti.
e ti perdo un po'
anche se poi
lasciarti è un po' perdermi.
o bella mia
o bella ciao
io sono via
con un pensiero di te immenso
e un nuovo senso di me.
è uno di quei giorni in cui vuoi augurare a tutti un gran bene.
di cuore.
comunque a tutti almeno un buon fine settimana.
non lo trovo.
due palle.
fu il momento della tessera aziendale.
fu il momento della tessera mensa.
fu anche il momento della chiavetta del caffè.
ora è il momento di uno dei due.
lui.
il cellulare.
stremnata che non sono altro...
(Itaca - Costantino Kavafis)