* S - esse *




bruttissimo.

sono zeppa di lavoro.

i progetti di accumulano e ho una verifica ispettiva lunedì e martedì.

non ho voglia di fare nulla.

bbbbbbbbbbbbbrutto.



La Silvietta ha fatto un volo qui / giovedì, 29 settembre 2005/ 15:45
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ieri sera mantova, la nostra camelot.

seduti sui gradini. poi al quattordici.

e ora..

che risveglio traumatico...

che sonno...

quasi quasi mi chiudo in bagno a dormire...

...se penso poi a dov'ero un mese fa...

belo sur tsiribihina, agosto 2005

(thanks to grace)

 



La Silvietta ha fatto un volo qui / giovedì, 29 settembre 2005/ 08:25
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Il gruppo, oggi conservato al Louvre, appartiene alle allegorie mitologiche della produzione canoviana. Esso rappresenta Amore e Psiche nell’atto di baciarsi. Eseguita in marmo bianco, la scultura ha superfici levigate ed un modellato molto tornito. La composizione ha una straordinaria articolazione: la donna, Psiche, è semidistesa, rivolge il viso e le braccia verso l’alto e, per far ciò, imprime al corpo una torsione ad avvitamento; l’uomo, Amore, si appoggia su un ginocchio mentre con l’altra gamba si spinge in avanti inarcandosi e contemporaneamente piegando la testa di lato per avvicinarsi alle labbra della donna. Il soggetto è probabilmente tratto dalla leggenda di Apuleio, secondo la quale Psiche era una ragazza talmente bella da suscitare l’invidia di Venere, così che la dea le mandò Amore per farla innamorare di un uomo brutto. Ma Amore, dopo averla vista, se ne innamorò e, dopo una serie di vicissitudini, ottenne che Psiche entrasse nell’Olimpo degli dei, per restare con lui. Il soggetto è qui utilizzato come allegoria del potere dell’amore, visto soprattutto nell’intensità del desiderio che riesce a sprigionare: da qui la scelta di fermare la rappresentazione all’istante prima che il bacio avvenga ed il desiderio si consumi.



La Silvietta ha fatto un volo qui / mercoledì, 28 settembre 2005/ 14:30
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questa mi fa impazzire, adorabile!

 

'Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E' bella una tale certezza
ma l'incertezza è più bella

Non conoscendosi, credono
che non sia mai successo nulla tra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?

Vorrei chiedere loro
se non ricordano -
una volta un faccia a faccia
in qualche porta girevole?
uno "scusi" nella ressa?
un "ha sbagliato numero" nella cornetta?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.

Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio tempo
il caso stava giocando con loro.

Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando una risata
si scansava con un salto

Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o lo scorso martedì
una fogliolina volo via
da una spalla a un'altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell'infanzia?

Vi furono maniglie e campanelli
su cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti
è solo un seguito,
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.'

(W. Szymborska)



La Silvietta ha fatto un volo qui / mercoledì, 28 settembre 2005/ 12:25
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erano le 20.54 del 9 Maggio 2005...

 

ehy !
cosa significa ???

Noooooooo...
...i pesciiiiiii......


vahhh che mi offendo eh !!!
sto scherzandoooooooo !!!
ma questa tua esclamazione incuriosisce me questa volta !
... sai com'è... noi pesci !!!

pensa te!

PENSA TE!



La Silvietta ha fatto un volo qui / mercoledì, 28 settembre 2005/ 11:02
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oggi sono io a darmi una seconda possibilità...

...ho investito altri 2.58 euro in una nuova chiavetta dello sputamerende.

ma dove diavolo finisce tutta la mia roba?!



La Silvietta ha fatto un volo qui / mercoledì, 28 settembre 2005/ 09:03
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alle otto meno dieci gliela butto lì.

"mamam, se trovo casa vado, sai!". in tono molto scherzono, ridendo "sono fuori casa dodici ore al giorno e le persone che non sono con me dicono quello che dovrei e non dovrei fare, possibile?!" (sto ridendo, sono decisamente sullo scherzo).

e lei: "ma dove vai tutta sola?"

=S

ecco... quel TUTTA SOLA è quello che mi aspettavo.. andare via TUTTA SOLA suona come un "ma non stai bene a casa tua?". sembra che l'importante sia andare via in due. chissenefrega poi se l'altro è hannibal lecter, almeno siete in due...

=S

poi scherza: "sì, vai via, così poi ti vengo a trovare"

=S

oddio.

penso a tante cose contrastanti, al fatto di quanto li ami, ma quanto allo stesso tempo abbia bisogno di andarmene. alla paurissima di andarmene. alla paura di non andarmene.

che brutta mammona. tipico italiana.

non so cosa fare. vorrei essere come rossella o'hara. lei sapeva sempre cosa fare.

°ho appena sentito la voce e i respiri di una persona importante°



La Silvietta ha fatto un volo qui / martedì, 27 settembre 2005/ 20:47
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dramma.

drammissimo.

HO PERSO LA CHIAVETTA DELLO SPUTAMERENDE!

=(

=_(

adesso devo scroccare il caffè a qualche collega.



La Silvietta ha fatto un volo qui / martedì, 27 settembre 2005/ 13:11
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quasi quasi lo avevo dimenticato...

Gobbolino the Witch's Cat

 

 

 

 

 

 

 

One fine night in a witch’s cavern,

Two kittens rolled on to the floor;

One, called Sootica, was black all over,

The other, Gobbolino, had one white paw. 

Who’ll give a home to a kitten?

Who’ll give a home to a cat?

Gobbolino you may call me;

I want just a fire and a mat.

One white paw and a sheen of tabby,

Two lovely eyes not green but blue,

None of the witches would take this kitten …

And neither did his mother know what to do.

Then one day, when the sun was shining,

Gobbolino found he was all alone.

The witch had gone a deserted him forever,

So Gobbolino washed himself, then he left home...



La Silvietta ha fatto un volo qui / martedì, 27 settembre 2005/ 11:48
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per info: www.fondazionecittaitalia.it



La Silvietta ha fatto un volo qui / martedì, 27 settembre 2005/ 08:24
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io ignara in questa fotina rubata dal 40's

bel fine settimana. bello, bello, bello.

ma breve, breve, breve.



La Silvietta ha fatto un volo qui / lunedì, 26 settembre 2005/ 11:59
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una mansarda a nostra misura, travi di legno per soffitti, un amarillys assolutamente candido, una cena, un dopo cena, finalmente la notte solo nostra.

la stessa complicità, l'allegria, gli sguardi, i gesti, le mille espressioni, lo scambio reciproco.

avere l'impressione che quando sono così è tutto a posto. è tutto a posto.

e adesso qui.

qui. non lì.

...

sola senza il ricordo di un dolore
vivevi senza il sogno di un amore
ma un re senza corona e senza scorta
bussò tre volte un giorno alla sua porta

bianco come la luna il suo cappello
come l'amore rosso il suo mantello
tu lo seguisti senza una ragione
come un ragazzo segue un aquilone

e c'era il sole e avevi gli occhi belli
lui ti baciò le labbra ed i capelli
c'era la luna e avevi gli occhi stanchi
lui pose la mano sui tuoi fianchi

furono baci furono sorrisi
poi furono soltanto i fiordalisi
che videro con gli occhi delle stelle
fremere al vento e ai baci la tua pelle

...



La Silvietta ha fatto un volo qui / domenica, 25 settembre 2005/ 21:36
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alle dieci e trenta inizierò una verifica ispettiva interna e ammetto che non ho la concentrazione adeguata per riuscire a beccare impreparato qualche collega.

non so bene dove sia stata convogliata tutta la mia concentrazione. ho un mare di scadenze che incombono, almeno tre progetti aperti da team leader, un nuovo incarico, otto lezioni di danza perse per l’infortunio al piede, scegliere se e quando andarmene da casa, scegliere come dire alla mia famiglia se e quando me ne andrò di casa. Tutto comunque galleggia a mezz’aria, tendo a sfiorare tutte queste specie di bolle di sapone piene di fumo, su alcune mi soffermo, altre quasi le ignoro.

in realtà credo di non concentrarmi su nulla; non avere un obiettivo concreto per la mia vita mi rende un po’ apatica. che poi, obiettivi ne ho, in realtà.

ma, forse, non sono abbastanza importanti.

basta, penserò alla mia verifica.

chiuso.

 

 



La Silvietta ha fatto un volo qui / giovedì, 22 settembre 2005/ 09:47
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e oggi è un gran giorno.

è un gran giorno perchè il guerriero è tornato.



La Silvietta ha fatto un volo qui / mercoledì, 21 settembre 2005/ 21:46
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"numero privato".

due volte in un'ora.

(nessun numero) nelle chiamate: uno nelle chiamate perse alle ore 21.38 e uno alle 20.36 nelle chiamate ricevute...

caspita, deve essere svizzero...

era un anno che non capitava e stasera per ben due volte dall'altra parte il mistero. odio.

odio queste cose. e chiunque sia lo sa... non giro scrivendo il mio numero nei cessi dell'autogril... chi lo fa mi conosce.

odio queste bambinate maniacali e paranoiche. odio la nebbia.

odio chi non ha il coraggio di chiamare anche solo per sentire una voce. un "pronto".

odio indietreggiare di un anno.

chiamami e parlami.

fifona/e.



La Silvietta ha fatto un volo qui / mercoledì, 21 settembre 2005/ 21:45
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"Cosa vuol dire amare, figlia mia?Tu lo sai? Amare per me fu tenere il respiro di Italia fra le braccia e accorgermi che ogni altro rumore si era spento...Te lo giuro, Angela, era di Italia il cuore che batteva dentro di me."

(M. Mazzantini)



La Silvietta ha fatto un volo qui / mercoledì, 21 settembre 2005/ 14:40
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La Silvietta ha fatto un volo qui / martedì, 20 settembre 2005/ 21:27
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La Silvietta ha fatto un volo qui / lunedì, 19 settembre 2005/ 13:59
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la meravigliosa mente femminile si fa sentire

probabilmente è la giornata uggiosa, la non voglia di lavorare, la pioggia fastidiosa, sta di fatto che oggi è uno di quei giorni che non vorresti far altro che vegetare. vagabondare in vestaglia in casa e sentire, come unico impegno, quello di preparare un tè caldo. mi sento un mollusco. mi sento un mollusco solo. una cozza aggrappata allo scoglio senza tutte le altre cozze sorelle aggrappate a me e allo scoglio. oggi è un nutella day. so che non dovrei sentirmi così, lo so bene, lo so che sono circondata da persone che mi amano e che vogliono la mia felicità, ma oggi mi sento proprio così. non so a cosa penso di preciso, non so se questo malessere è dato dallo squallore dell’ufficio, dalle radiazioni del monitor, dalle scadenze sempre più incombenti o dal fatto che stamattina appena sveglia potevo accarezzare solo sunni. è in questi giorni che incombono sul groppone i ventinove anni e mio fratello che, a suo modo, cerca pretesti per cacciarmi di casa e farmi fare, come dice lui, una vita mia. E io un po’ mi rattristo perché a casa mia sto tanto bene e dall’altro penso: eccheccazzo, forse è ora. è ora di lasciare il nido. mi informo su qualche casetta, mi propongono una mansarda adorabile. volendo potrei andarci domani. come sono difficile e contraddittoria. in alcuni momenti sembro un’eremita e la cosa che chiedo di più è entrare la sera in un posto dove ci sono io, chiudere la porta e lasciare tutto fuori, un posto solo per me… il minuto dopo penso a quanto sarebbe bello, invece, tornare dal lavoro e sapere che devo preparare la cena per qualcuno… che disastro. che confusione. che delirio.

mi viene da urlare. Cioè mi viene un po’ da urlare e un po’ da piangere e un po’ da sbattere la testa sulla scrivania.

e vorrei fare tutte le cosa qua sopra dette perché mi sento una scema. una povera scema che nei momenti come questi non sente quanto già una persona speciale le sta regalando.

come ti vorrei qua o essere lì.  

uff. 

T E M P O  D I  M E R D A  E  P O V E R A   M E T E R E O P A T I C A  D E L  C A Z Z O

ecco.



La Silvietta ha fatto un volo qui / lunedì, 19 settembre 2005/ 10:08
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RECORD DI INCASSI

alla bottega del cielo!

sono passati di qui più di seimilaequattrocento click!

grazie a tutti per continuare a farvi gli affari miei, io, d'altro canto, continuerò a farmi gli affari vostri!



La Silvietta ha fatto un volo qui / venerdì, 16 settembre 2005/ 16:38
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venerdì pomeriggio...

tendo ad essere al limite

...per fortuna stasera sta per arrivare.

e stasera c'è camelot e il suo artù.

With your feet in the air and your head on the ground
You try this trick and spin it, yeah
Your head will collapse
And there's nothing in it
And you'll ask yourself

Where is my mind

Where is my mind

Wher is my mind 

Way out in the water
See it swimmin'

...

- Placebo -



La Silvietta ha fatto un volo qui / venerdì, 16 settembre 2005/ 16:27
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FATE, MAGHE E FATTUCCHIERE

e così, da qualche giorno, torna nella cronaca la medium che risolve il caso. l’italia entra in un episodio di un telefilm americano a puntate dove l’FBI si affida a ciò che dice la signora di turno su indizi o prove indicate in un sogno/visione/trans/chipiunehapiunemetta.

più si va avanti più tutti vogliono nuovi diritti. c’è stato il movimento femminista, c’è stata da parte degli uomini la rivendicazione del diritto di godere la paternità nei primi mesi di nascita dei bambini e adesso i fantasmi la smettono di alzar lenzuoli e sbatter catene e vogliono rompere le scatole alla brava donna di turno: la chiamano, le rovinano il sonno, si impossessano di lei, non la fanno più vivere fino a quando, stremata, l’interessata non ne può più e lo fa contento andando dai carabinieri… e i giornali gongolano.

è vero?

è proprio così?

questa sente i fantasmi, quello muove oggetti durante il sonno, quest’altro predica il futuro, uno fa filtri d’amore, quella là ti toglie il malocchio e…

…e vanna marchi (e mi perdoni la signora marchi, ma è lei la più famosa) fa rimanere in mutande e ricopre di debiti migliaia di italiani.

a questo punto io mi chiedo: perché diavolo la polizia, i pompieri, i carabinieri, la finanza, gli esattori delle tasse continuano a sbandierare ai quattro venti che il caso è stato risolto dalla medium?

eccheccazzo è pubblicità occulta e gratuita! allora mi metto anch’io, su telesanterno, a prevedere i numeri che uscirano al superenalotto!

sappiamo perfettamente l’ignoranza che dilaga tra tutti noi e, soprattutto, la disperazione. e l’umano pensa: se i maghi risolvono casi irrisolvibili, cheddiamine son capaci anche di risolvere i miei problemi!

e non lamentiamoci, per favore, se poi la gente ipoteca la casa per un sacchetto pieno di sale da cucina!

Io la penso così:

sentono davvero i fantasmi? e chi lo sa, può esser, di sicuro non li invidio

spostano i mobili col pensiero? beati loro! se vogliono passare da casa mia…

tolgono il malocchio?… ma poi, cos’è il malocchio?

fanno il malocchio? …ma poi, se c’è qualcuno che lo toglie ‘sto malocchio…

fanno innamorare? ah ah ah, va bè, scusate

ok, ok.

quello che chiedo è semplicemente:

signori carabinieri, poliziotti, RIS, servizi speciali, CSI, vi prego: inventatevi una bugia! una qualsiasi! mi sta bene anche che mi diciate che il caso l’ha risolto topo gigio.

ma non ditemi più, dai, che una maga ha risolto un caso!

 

 

 

 

 



La Silvietta ha fatto un volo qui / venerdì, 16 settembre 2005/ 09:47
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www.festivalpoesia.it



La Silvietta ha fatto un volo qui / giovedì, 15 settembre 2005/ 11:02
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MEDITANDO SUL PIATTO

è una cosa che faccio abitualmente, ma, considerando che mi sono drammaticamente scordata a letto, gli ultimi due giorni non era capitato: stamattina tutto è iniziato con una bella doccia di ½ ora. è un momento gratificante: dopo otto pacifiche ore di sonno torni sul pianeta terra tramite una pioggia tiepida artificiale che ti sveglia piano piano e con amore. i primi secondi non ti rendi ancora ben conto di dove sei, chi sei, come sei, il cervello cerca di attivarsi e la mente, a me almeno capita così, vaga in un universo quasi inesplorato: i pensieri a cazzo. in sostanza i pensieri si accavallano senza un vero nesso logico e ti trovi a pensare a una miriade di cose diverse quasi nello stesso momento, tipo ti chiedi, mentre pensi a quanto la società stia impazzendo, se è il caso di rifare la manicure anche se sono passati solo tre giorni dall’ultima volta. ed è più o meno dopo tre minuti di getto che inizia il rito: mi siedo sul piatto doccia a gambe incrociate, chiudo gli occhi e i neuroni iniziano a fare girare le ruotine. questo rito avviene solo nell’intimità domestica perché nelle docce estranee non è che mi fidi troppo per motivi di igiene.

e comunque ho iniziato a pensare e l’argomento più interessante, che ora mi ricordo, non è tanto la necessità o meno di manicure quanto gli ex. Intesi, ovviamente, come ex fidanzati/e, non come extra terrestri, anche se in realtà vengono spesso visti/e come extra terrestri.

questi ex. benedetti ex.

ci sono diversi tipi di ex:

il cuore infranto: è la specie che fa più tenerezza… lo vedi, quando lo vedi, smagrito di dieci chili, pallido, con gli occhi spenti e arrossati e la leggera ombra di permanente moccolo al naso. quando lo incroci gli si illumina per un attimo lo sguardo, ci spera ancora, le due chiacchiere di cortesia gli fanno pensare “ci siamo, ci ha ripensato, ricominciamo!”. terapia: pet terapy. comprare un gatto o un cane o anche solo un criceto.

il brillante: è la specie che più irrita… quando stavate insieme era una larva ed ora frequenta tutti i locali possibili ed immaginabili, è sempre carico a nastro e cerca di ballare su due cubi contemporaneamente. esce con tre donne diverse, in vacanza ha fatto il figo in costa smeralda se è estate, a madonna di campiglio se è dicembre, ha comprato un cellulare nuovo, una macchina nuova, ha cambiato look e se lo becchi in centro e gli chiedi: “ehi, ciao, come stai?”, ti risponde: “ciao bbbella, guarda, va daDdio, sto benissssimo”. terapia: smerdamento. fargli capire che neanche toni manero avrebbe avuto il fegato di sfoderare quel nuovo new look di cui va tanto orgoglioso. che lavori su se stesso (tipica frase femminile)

il paranoico incompreso: è la specie che mette paura… donato bilancia in confronto è una persona deliziosa ed equilibrata. tende a creare dello squallido vittimismo quando ti incontra, preoccupandosi di come stai tu e facendoti capire che anche lui tira avanti. ha un sorriso di cortesia, uno sguardo protettivo seppur triste come quello di dumbo quando ancora non ha imparato a volare e, non appena hai girato l’angolo: tadan. la trasformazione. saltella come un grillo e sfodera sorrisi a centotre denti. terapia: analisi. conosco qualcuno che ti può aiutare ed è anche onesto.

l’amico: è la specie che fa riflettere… se un ex diventa l’amico, anche quando stavate insieme era principalmente l’amico. gli ex devono litigare, piangere, soffrire, farsi i dispetti, azzuffarsi. che diamine, non possono essere amici! terapia: trovati alla svelta un/a fidanzato/a. è da troppo tempo che non ce l’hai!

lo storico: è la specie che fa sorridere… è quello importante. quando ci pensi speri che tutto gli/le vada per il meglio, che stia bene e che sia felice. e che nonostante tutto, sei felice che ci sia stato. terapia: trovare il tempo per un caffè.    

ecco cosa ha partorito la mia mente tra le 6.45 e le 6.54 di stamattina…

e alla fine? tirando tutte le somme della mia meditazione mattutina, qual è il risultato? a che conclusione sono arrivata?

da non credere.

dopo tutto questo riflettere, l’ultimo vero e concreto pensiero è stato:

dai, sabato vado dal parrucchiere: taglio e tinta finalmente.

meravigliosa mente femminile!

=)

 

 



La Silvietta ha fatto un volo qui / giovedì, 15 settembre 2005/ 10:32
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E ADESSO LA PUBBLICITA'

sponsorizzo tale blog.

sponsorizzo il 40's

sponsorizzo le migliori foto del miglior viaggio 2005.

 http://spaces.msn.com/members/quarans/

e io c'ero!

MOVE IT!



La Silvietta ha fatto un volo qui / mercoledì, 14 settembre 2005/ 08:39
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...adesso proprio ARRABBIATA.

grrr



La Silvietta ha fatto un volo qui / martedì, 13 settembre 2005/ 16:39
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post in bianco. uffa. mi girano.



La Silvietta ha fatto un volo qui / martedì, 13 settembre 2005/ 15:18
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LA COPERTA E’ GELATA E L’ESTATE E’ FINITA

appallottolata nel mio vuotissimo letto a una piazza e mezzo. coperta di pile tirata fin sopra le orecchie. la palpebra sempre più pesante che si chiude. una buonanotte sussurrata, bisbigliata e baciata con la voce da sonno. è giunto quindi il momento? il momento drammatico di impacchettare pareo e costume, gonne leggere, canottiere dai colori vivaci, ciabattine e infradito? mi devo preparare ai, seppur adorati, cappotti, alle gonne di panno, a quelle scozzesi, agli stivali, alle sciarpe? esco dal letto in camicia da notte e con la pelle d’oca cerco la vestaglia… brrr… quanto sarà freddo questo autunno e quanto lo sarà l’inverno quando mi sveglierò sempre più spesso senza di lui? ribrrrr… ok, non pensiamoci adesso. sunny si sta ispessendo il pelo, i melograni sbucano rotondi dalle foglie e iniziano ad arrossire, i settembrini sono pronti a fiorire… l’autunno… perché poi a tanti non piace? l’autunno è il sapore dell’estate, ce la fa rimpiangere, crudele nelle temperature più rigide, ma allo stesso tempo la straccia con una tavolozza di colori impareggiabili…

sarebbe un peccato non godersi l’autunno…



La Silvietta ha fatto un volo qui / martedì, 13 settembre 2005/ 09:50
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intercettatob2.jpg

www.beppegrillo.it



La Silvietta ha fatto un volo qui / lunedì, 12 settembre 2005/ 15:48
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CHI DORME NON PIGLIA PESCI

ho passato il fine settimana a dormire. ho dormito. sempre. ho iniziato sabato. dopo una serata come sempre speciale, sabato mattina mi sono svegliata alle 12.55 per fare poi colazione con gnocchi di patate al pomodoro e insalata mista. torno a letto fino alle 15.30: mi violento uscendo per un appuntamento promesso a chi non vedo da troppo tempo e che, se rimando, mi porta ad essere depennata dal quaderno bianco delle amiche del cuore (tipico femminile) e farmi iscrivere nel quaderno nero delle amiche declassate (se sei depennata anche da quello, il passo successivo è una miriade di spietate coltellate dietro la schiena. altra cosa tipica femminile). passate le due piacevoli ore con l’amica, giretto veloce dal guerriero (“i giorni sono eterni, senza scopi” – “ti sbagli: lo scopo è quello di guarire!”) e poi di nuovo a casa, a imbambolarmi un attimo davanti al pc. in questa mezz’ora mi rendo sempre più conto di quanto per me sia inutile la televisione… il colpo di scena nella serata si ha alle 21.00, quando ci riuniamo a mangiare la pizza tutti e quattro, tipo perfetta famiglia del mulino bianco. una margherita annaffiata da una beks, due chiacchiere e mi ritrovo inghiottita dalla poltrona di pelle dello studio, quella tutta distrutta ma stracomoda a guardare, mioddio, “serendipity”: se sei single hai un motivo in più per tagliarti le vene, se sei innamorato ma da solo in quel preciso momento, hai una buona scusa per attaccarti al vasetto di nutella e pensare “anche noi ci troveremo a new york, sotto una delicata nevicata in mezzo alla pista di pattinaggio”, sì, insomma, una di quelle scene che, una volta tanto, fanno invidia a quella bastarda della de beers che di solito si becca il fidanzato più romantico di tutti i tempi che le regala il gioiello più prezioso nel momento più opportuno e che glielo propone con due occhi da pesce lesso completamente rincoglionito dall’amore che nutre per lei.

tornando alla dura realtà della provincia emiliana, dopo serendipity e un paio di sms della buonanotte, alle undici sono già a covare sotto le coperte e inizio la fantastica maratona di sonno che si concluderà stamattina alle 6.00… almeno ho avuto la lucidità di mettere la sveglia.

dormire troppo fa male. ecco la conclusione.

ieri infatti il troppo dormire ha causato:

-         masturbazione cerebrale inutile dettata da chissà cosa

-         ferita nell’animo di lui per la sopraccitata masturbazione cerebrale inutile

-         ferita nell’animo di lei per la ferita nell’animo di lui

-         piagnistei

-         rincoglionimento

-         membra intorpidite

-         voglia di fare assolutamente nulla se non dormire

e poi, adesso, è già lunedì!



La Silvietta ha fatto un volo qui / lunedì, 12 settembre 2005/ 08:58
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Ho guardato dentro una bugia
e ho capito che è una malattia
dalla quale non si può guarire...mai!
e ho cercato di convincermi che tu non ce l'hai

Ho guardato dentro casa tua
e ho capito che era una follia
aver pensato che fossi soltanto...mia
e ho cercato di dimenticare
di non guardare

E ho guardato la televisione
e mi è venuta come l'impressione
che mi stessero rubando il tempo e che tu..
che tu mi rubi l'amore
ma poi ho camminato tanto e fuori
c'era un gran rumore
che non ho più pensato a tutte queste cose

e ho guardato dentro un'emozione
e ci ho visto dentro tanto amore
che ho capito perchè non si comanda il cuore
e va bene così...senza parole
senza parole!!!
e va bene così...senza parole
e va bene così...

Ma guardando la televisione
mi è venuta come l'impressione
che mi stessero rubando il tempo
e che tu che tu mi rubi l'amore
ma poi ho camminato tanto e fuori
c'era un grande sole
che non ho più pensato a tutte queste cose

e va bene così...senza parole
e va bene così...senza parole
e va bene così...senza parole
e va bene così...senza parole
senza parole
e va bene così...senza parole
senza parole
senza parole


La Silvietta ha fatto un volo qui / domenica, 11 settembre 2005/ 21:59
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svengo…

…dal sonno.

e per fortuna che è arrivato! venere la cenere! yeees! settimana interminabile, scandita da giorni privi di post e coi capi alle calcagna. tutto si delinea per i picchi dell’anno. il tre e quattro verifica ispettiva. cheppalle. e per fortuna ad aggiustare tutto c’è il tempo: c’è un cielo asfalto che inizia già a farti scordare a letto o a presentarti inzombito alle otto del mattino. Gli automobilisti diventano sempre più inferociti, becchi sempre il semaforo rosso e ti rimbambisci fossilizzato a un incrocio (meglio: rotonda. Qua ci sono solo rotonde) a guardare impassibile alla tua sinistra per immetterti. Hai lo sguardo incantato su qualcosa di indefinito, perché in quel momento, non te ne frega poi un cazzo di immetterti… diciamo che non te ne frega un cazzo in generale… si, insomma, diciamo pure che non sai neanche che sei dentro a un corpo umano, dentro un’auto, dentro a una rotonda, dentro al drammatico traffico delle setteequaranta… il tuo cervello  è rinsecchito come un fagiolo e, l’unica cosa che ti salverà, sarà il camionista in canottiera che ti sveglia di soprassalto con il clacson bitonale: eccheddiamine c’è gente che lavora!

E così, in mezzo alla pioggerellina che odiano tanto le ragazze perché “ingretta” il risultato delle piastre, ti automizzi sulla statale per arrivare a passare la finta carta di credito sul timbratore (BI-BIP = “ehi, ci sono anch’io, sono arrivata!”) e ricoprire di buongiorno (perché comunque sei un tipo educato) colleghi & co. Il momento peggiore arriverà, comunque, dopo 15 minuti (il capo arriva sempre 15 minuti dopo di te, a meno che tu non sia in ritardo, perché allora è lì da almeno mezz’ora): una figura dal passo ormai conosciuto che scivola nel corridoio e ti becca o impietrito davanti al pc, con lo sguardo vistosamente ipnotizzato dallo sfondo del monitor (…) o diagonalizzato agli sputamerende, dove la macchinetta del caffè funge da prezioso bastone della vecchiaia… brutta scena, insomma… anche perché, magari, dopo venti minuti è prevista una riunione. con anche te.

ma oggi è diverso.

oggi è venerdì, stasera mi aspetta mantova e il festival della lettereratura.

la mia camelot e il mio artù.

mi concentrerò su quello.

infondo, cosa saranno mai nove ore di lavoro?

 

 .: songduringthetrip – ‘Innocenti evasioni', Lucio Battisti (05.03.1943 – 09.09.1998) :.



La Silvietta ha fatto un volo qui / venerdì, 09 settembre 2005/ 09:41
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giusto per la cronaca: ho appena sbranato un pacchetto di finti loacker rossi pocciati in un finto tè sbrodolato dallo sputamerende...

...

...e oggi mi danno una seconda opportunità: mi riconsegnano le tessere aziendali!



La Silvietta ha fatto un volo qui / mercoledì, 07 settembre 2005/ 10:27
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mercole le nespole, marte le scarpe, lune la fune e fine non avrà…

era un po’ che non succedeva di sentire, mentre ancora sto dormendo, il suo naso freddo e un po’ umidino dentro l’orecchio… quando hai ancora tre quarti della faccia inghiottiti dentro al cuscino e senti prima i baffetti che solleticano e poi il suo naso. e nonostante il rincoglionimento da risveglio, il cervello è stato abbastanza veloce per comandare all’occhio: “resta chiuso! non ti muovere! ce l’hai a un millimetro!” …perché se l’occhio si apre, non hai scampo: farà vibrare anche le corde vocali e ti ritrovi, in men che non si dica, a impastare pane grattugiato e kitecat alle 6.30 del mattino in camicia da notte. quando avresti potuto rimanere svenuta a letto per altri 10, lunghissimi e appaganti, minuti.

ma lei ha un piano. dopo aver inserito le due narici a mo’ di cottonfiock nel mio orecchio destro, si sposta, con passo sicuro, tra le mie scapole e inizia, seduta, a “fare il pane”. adoro quando “fa il pane” a novembre sul mio maglione di lana spesso un dito davanti al camino mentre mangio le caldarroste, ma odio quando “fa il pane” sulla mia schiena quando tra me e le sue unghie c’è una leggera camicia da notte. devo farlo. c’è riuscita. faccio finta di muovermi nel sonno e mi giro su un lato. ma lei lo sa già. sa già che sono sveglia. si sposta. mi viene davanti alla faccia, sento che mi fissa mentre continuo a tenere gli occhi chiusi: conosco benissimo la sua espressione. è lì, seduta, con gli occhi sornioni in quella espressione che solo loro sanno fare così bene, con quegli occhi color di foglia che tendono a chiudersi ma che in realtà sono aperti, disinteressati e soddisfatti. lei lo sa già che manca davvero poco.

ok. hai vinto. li apro. apro gli occhi.

ed ecco che finalmente arpeggi le corde vocali.

- miaaaaaaaaa’

- sì ciao, sunny, buongiorno

- frrrrrrrrrr… frrrrrrrrr….mia’

- sì, sì, andiamo

e oggi tutto inizia così.



La Silvietta ha fatto un volo qui / mercoledì, 07 settembre 2005/ 10:12
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non ci credo: ho realizzato un buon proposito.

ho fatto ordine in ufficio in queste tre ore di sabato mattina.

...e quando ti imbatti in un cadavere di mosca tra un pacco di documenti e il pc, ti accorgi che dovevi proprio farlo!



La Silvietta ha fatto un volo qui / sabato, 03 settembre 2005/ 12:04
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Domani sono coordinatrice di una formazione interna. Sostanzialmente dovrò preparare un registro, fare la velina del docente per cinque minuti e ri-incriptarmi in ufficio con il BUONO PROPOSITO di fare ordine. Adesso dovrei preparare il registro. Ah ah ah. Dovrei.

Vorrei dirti così tante cose... ma ti vomiterei addosso tante di quelle parole e di quelle frasi incomprensibili e strane che solo io in alcuni momenti riesco a fare uscire e ci riesco così bene che alcuni rimangono lì, fissi come manichini, a guardarmi stralunati e pensare ‘ma cosa diavolo stai dicendo?’. E allora per certi versi tanto meglio tacere. Come si dice, meglio tacere e sembrare stupidi, che parlare e togliere ogni dubbio… ma non riesco a fare neanche questo. Ma come faccio?

Ma come faccio a portarti una luna perfettamente rotonda?

Come faccio ad attaccarti la via lattea al soffitto?

Come faccio a farti assaggiare il primo sciroppo per la tosse che ho preso, quello che sapeva di lampone?

E ad annodarti la sciarpa di lana, come faccio?

Come faccio a scaldarti le mani con il fiato a gennaio?

A insegnarti a fare la torta di mele?

Come faccio a sussurrarti che mai ti ho giudicato insensibile o falso o sentimentalgiocoliere?

Come faccio a non sembrare pazza, a non essere malinconica?

Come metterti in testa che è solo una questione di felicità?

Come faccio a farti capire che in certi momenti non mi sento adeguata a quel grande libro di fiabe?

Che a volte sarebbe bello essere lì su una ruota panoramica, proprio nel punto più alto, e invece di guardare un panorama, lì sotto ci sarebbero le nostre vite che conosciamo così poco e noi le potremmo vedere?

E come faccio a farti vedere le mie manie, le paure, i desideri, i sogni e anche le utopie, i miei pensieri insensati, le mie risa, le lacrime, i bronci, tutte le espressioni, i miei capelli arruffati, le cose a cui tengo?

Come faccio, perdio, a mostrarti che sono una bambina di ventinove anni che tutti guardano come una donna, che hanno progetti per lei da donna e che invece è insicura, buffa, paurosa, curiosa, delirante, viziata, ingenua?

 

Ho solo bisogno di questo, in fondo. In fondo tutti abbiamo solo bisogno di esprimerci.

E lo dico a te? Di esprimerci? che sei quasi l’unico che, in così poco tempo, conosce ogni virgola, ogni dettaglio di alcuni aspetti e che di tanto altro,, invece, deve scoprire.

Quanto sono sciocca. Quanto sono stupida. Quanto è insipido il blog.

Adesso basta.

Un brindisi.

All’insensato senso, all’amaca attaccata alle stelle, a una cascina, a una mansarda, a una piscina, a un tavolo accanto alla piscina, a una mini, a un pavimento di cotto, a un capello bianco ancora custodito nel porta sim card, ai gamberi.

Un brindisi all’incomprensione di una, mioddio, mail atona e alla relativa voglia di trovare comprensione.

Ai periodi neri da colorare, ai doveri degli inverni che incombono, ai capitoli ancora da scrivere, alla calligrafia di ciò che è stato vissuto.

Un brindisi all’inizio, alla quiete dopo la tempesta, alla difficoltà che arrivano e alla dolcezza della consolazione, ai pensieracci e al non pensare a nulla se non a rincorrere i respiri. Fino in fondo, fino all’ultimo, fino a quando si vuole e si può.

Un brindisi.

Come sempre.

Amorevolmente indecente.

Alla nostra.



La Silvietta ha fatto un volo qui / venerdì, 02 settembre 2005/ 17:27
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ma porca miseria.

HO PERSO ANCHE LA TESSERA COOP.

secondo me, comunque, non sono io. secondo me si tratta di paranormale.

 



La Silvietta ha fatto un volo qui / venerdì, 02 settembre 2005/ 11:16
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è come una febbre.

inizia come la febbre con qualche colpetto di tosse e un po’ di sonnolenza. il raffreddore costringe a sentire sempre lo stesso sapore e la gola si infiamma, le tonsille si gonfiano e hai voglia solo di startene a letto. di stare lì, senza pensare, solo di dormicchiare, di guardare il soffitto con i muscoli completamente abbandonati.

la temperatura cresce e inizi a sudare.

il letto si impregna, ti agiti, le goccioline segnano la fronte. ti giri da una parte a guardare il muro, dall’altra a guardare la porta, ti rigiri e soffochi la faccia nel cuscino.

la temperatura cresce e inizi ad essere appannato.

ti arrotoli su te stesso come una palla, fai il nido nel materasso che ormai ha la tua forma, tossisci, hai uno spasmo, ti alzi, ripiombi a letto, gli occhi semichiusi, le guance rosse, le sopracciglia all’ingiù, i capelli arruffati. ti siedi sul letto, cadi di lato, ti rialzi. hai sete, sete di acqua, tutto disgusta tranne l’acqua. devi bere. devi bere dell’acqua. le labbra sono secche e screpolate, la lingua bianca, una mano ti passa sulla fronte, stropiccia gli occhi che si incantano imbambolati sul nulla.

la temperatura cresce e ti senti posseduto.

il letto è troppo orizzontale e stretto, le pareti incombono, ti schiacciano, devi uscire di lì, devi alzarti da quel letto, devi aprire quella port