* S - esse *
odio sentirmi come mi sento. oddio. odio. uff. cheppalle. che poi è anche estremamente complicato scrivere come ci si sente quando l’umore ti cambia alla velocità della luce. l’ecosistema ufficio non aiuta di certo. sono arrivata alla saturazione da disordine. solo i disordinati sanno perfettamente che cos’è la sindrome da saturazione da disordine. è un attacco isterico di assoluto bisogno di ordine laddove negli ultimi quindici mesi c’è stato disordine. Ma uno di quei disordini ordinati, dove tu sai perfettamente dove sono le cose. ma lo sai solo tu. il mio habitat ideale. e oggi? eccheccazzo! passa uno: “sil, wow, ordinata la tua scrivania” (‘fanculo). passa l’altro: “ma come fai a lavorare con quella scrivania?” (io almeno lavoro, stronzo). passa l’ultimo e non dice nulla, butta solo uno sguardo… (…). basta, basta, basta, basta, basta. mi irrita. al disordinato irrita che gli venga fatto notare che è disordinato tanto quanto a un autistico ordinato irrita il disordine.
siamo intesi? ci siamo capiti bene? quando avrò tempo metterò in ordine. quando sarò ispirata metterò in ordine. quando quella piccola parte ordinata di me avrà la meglio metterò in ordine.
ok. e questa è la prima crisi.
la seconda crisi è che mi si sono rivoltati così tanto i coglioni che la bocca della stomaco si sta chiudendo in una morsa, la mandibola stringe, le dita polverizzano i tasti. il motivo? il motivo non lo so, cazzo. è viscerale. avrei bisogno di un enorme castello di sabbia da distruggere con le mani, i calci, le spalle, con tutto il corpo. mi ci scaglierei contro per abbatterlo. e poi ho voglia d urlare così forte qualcosa di assolutamente privo di senso ma di estremamente liberatorio (suppongo che sia AAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAA la cosa da urlare) e poi vorrei buttarmi su un letto, contorcermi un po’ e piangere dal nervoso, ma fare uno di quei pianti così lunghi e con singhiozzi così forti che quasi mi viene il vomito.
cazzo. non so cosa mi sia capitato, ma non ci sto più dentro. il commerciale che mi passa un cliente, gli racconto due stupidate in inglese… io questo telefono lo scaglio contro l’armadio.
e il motivo non c’è.
si chiama stress?
ma se sono tornata 3 giorni fa. sì, è vero, un ritorno di merda, ma non può essere stress.
e poi…
…Dio...
…poi venerdì non arriva più, non arrivi più…
IO COSì NON CI SO PIU’ STARE.
…mi faccio anche un po’ paura…
...
devo darci un taglio col MALARONE!
non so bene perchè, ma mi ritrovo ancora davanti al pc. alle mie spalle la tv spara sigle di pubblicità che vanno dall'allegra quanto perfetta famiglia mulino bianco alla ragazza strafiga e iperattiva che si mette il tampax... per la primissima volta in tre mesi la tele ha avuto l'onore di vocalizzare dietro di me per quasi 20 minuti. e il riassunto è: mulino bianco e tampax.
l'acqua naturale levissima, intercalata dalla briosità di un bicchiere di levissima allegra, ha innaffiato il riso in bianco e il prosciutto e melone. i visi stanchi ma non tirati hanno scandito le ultime novità dell'asettica stanza dove il guerriero combatte impavido come sempre.
due chiacchiere in chat con la compagna di avventure. due chiacchiere al telefono con un'Amica.
stremata mi appallottolerò nel letto.
sognerò il passito tanit. mi è venuta in mente quella bottiglia e tutto quello che ha scatenato.
wow.
quer pasticciaccio brutto de via l.
è un po’ che non vomito paroline vermicolose su questo bello sfondo bianco. in realtà tutto ciò che vorrei scrivere non è che lo voglio scrivere, ma lo vorrei urlare in faccia a chi da un mese a questa parte è divenuto “il favoloso miracolo” del riscaldamento del mio statico cuore di pietra… ih ih ih… ma presto non dovrò urlare, dovrò semplicemente bisbigliare a un orecchio vicinissimo alla mia bocca… in fondo se sei felice tu lo sai batti le mani… clap clap… continuerò invece parlando delle mummie/protisti che popolano quello che per il 75% (il 24% è disoccupato, l’1% è sconsiderato come la sottoscritta) della popolazione è il mondo nonché ragione di vita: l’onesto lavoro. fondamentalmente credo che qui i più siano trascinati dalla corrente: tipo vecchi castori che si aiutano con l’andamento del fiume a trascinare marci e pesanti pezzi di legno. alcuni sono modello iena ridens: ghignetto sorridente da fare rizzare tutti i peli, pronti a saccheggiare il tuo piccolo gruzzolo di impegno e ingegno dalla buona idea, per mettersi in mostra al tuo posto… sì, credo che la cosa peggiore sia lo sciacallaggio tra colleghi che, comunque, continua a dilagare anche nel 2005 nonostante il famosissimo motto: “il lavoro non è tutto nella vita”. l’essere che adoro di più ammirare è comunque il trascina suola. vaga indisturbato per i corridoi, fa un sorriso ai superiori, pacca sulla schiena ai colleghi, parla di calcio all’ufficio tecnico. il buon impiegato medio. vive nove/dieci preziose ore al giorno della sua vita in ufficio e quando esce accende condizionatore e tv a casa, attendendo di cenare, andare a dormire e tornare al lavoro. poi c’è la specie come me, che scatta foto al suo pc,

si intrattiene inutilmente su blog offrendo cazzate, chiacchiera via mail, in pausa pranzo fa, mio Dio, origami, d’inverno fa la maglia davanti al camino e crede, stupidamente e un po’ ingenuamente, in quello che fa. e lavora sodo. magari cazzeggia, ma se si mette di impegno fa i fuochi d’artificio. immagina di fidarsi della iena ridens, di motivare il trascina suole. e mentre compila un registro di controllo dei consumi delle emissioni in atmosfera e litiga per lo smaltimento di un rifiuto, sogna anche un po’ il mare.
pensa al mare e si dice:
…ma cazzo.
…ma porco cazzo.
che
diavolo
ci
faccio
qui
?
...adesso faccio una prova...

...
si vede?!
(se sì, ringrazio anche il 40 che ha fatto la foto)
voglio, sempre voglio, fortissimamente voglio che qualcuno mi insegni a pubblicare foto personali su questo stupidoblog. ovviamente agratis...
oggi è stato un giorno strano, in sospensione.
tornare dopo tre settimane.
fare il tifo per il canuto guerriero.
svuotare la valigia da sabbia e odori africani.
pensare al canuto guerriero.
sentire le persone care.
pregare per il canuto guerriero.
prepararsi per il tram tram quotidiano di domani.
e poi.
una cosa inaspettata.
p
a
r
i
g
i
mi viene da piangere.
lacrime di gioia.
lacrime di preoccupazione.
lacrime di nervosismo.
lacrime dolci.
lacrime anche un po' aspre.
ma piangere è così bello, in tutti questi modi!
ok.
domani si ricomincia.
il nonno nella mente.
il nonno nel cuore.
forza, guerriero.

Tirai fuori dalla tasca i miei schizzi. Il piccolo principe li vide e disse ridendo:
"I tuoi baobab assomigliano un po' a dei cavoli..."
"Oh!"
Io, che ero cosi' fiero dei baobab!

Avenue du Baobab
Madagascar 2005
stamattina mi è venuta in mente questa...
Vengo a vivere con te
lo sai mi sono innamorato
e la vita è troppo corta
e non possiamo perdere tempo
o forse è proprio il tempo
che non può perdere noi
Vieni a vivere con me
sai quante cose potremmo fare
tu potresti suonare il piano
mentre io spalmo la maionese
potrei spalmartene un po' sul collo
e leccandoti far tremare Bach
Contro la noia della TV
guardare solo la pubblicità
gli spettacoli quelli no
quelli li faremo noi
e poi dopo aver fatto il bagno
correre al cinema a vedere un film
Potremmo essere felici e fare un mucchio di peccati
potremmo essere felici e a volte un poco disperati
potremmo dirci certe cose da fare accapponare la pelle
potremmo fare certe cose che ci fucilano alle spalle
Poi potremmo studiare il modo
per vivere senza lavorare
studiare l'ora per andare al mare
decidere per chi votare
andare in centro con la bicicletta
la bicicletta trallallerullà
E imparare a ballare il tango
che nella vita serve sempre
parlare un'ora del colore
per ridipingere il soffitto
e poi nel silenzio abbassare gli occhi
cercando nuovi angoli da baciare
Potremmo essere felici fare un mucchio di peccati
potremmo essere felici e a volte un poco disperati
potremmo dirci certe cose da fare accapponare la pelle
potremmo fare certe cose che ci fucilano alle spalle
La Bottega del Cielo riapre
sono tornata 25 minuti fa dal madagascar
ciao a tutti!
e un abbraccio a chi tanto mi attendeva
= )
e già...
...la vita non è un film...
'...Garantisco che ci saranno tempi duri, garantisco che ad un certo punto uno di noi o tutti e due vorrà farla finita, ma garantisco anche che se non ti chiedo di essere mio adesso lo rimpiangerò per tutta la vita perche' sento nel mio cuore che sei l'unico per me.'
quando per il terzo giorno ti svegli rigida come un listello di legno giordano e che potresti essere utile solo per fare da parquet in una mansarda di cerreto laghi, non puoi fare altro che immaginare che la giornata non possa essere proprio delle migliori. anche stamattina la sig.ra brenna “mano di piuma” ha fatto il suo dovere iniettandomi tutti quei lunghissimi e dolorosissimi 5 cc di un miscuglio che brucia peggio del sale su una ferita aperta… oddio… c’ha proprio ragione la nonna: “nani, l’importante è la salute”… si, ma anche quella della chiappa, proprio la salute in generale!

per il resto, una volta passato il badge con 25 nobilissimi (date le circostanze) minuti di ritardo, la prima persona che avrei voluto incontrare sarebbe stata la fata turchina, che, con il suo sorriso angelico mi dice “svegliati, o legno inanimato, perché la vita io t’ho donato” e non il mio capo mocassinato e con calzino bianco che mi guarda e dice: “allora, sempre peggio?”… per fortuna la rigidità ha raggiunto anche la lingua, se no da qui a un quarto d’ora sarei stata declassata a raccoglitrice di pomodori part time in nero. e così mi sono trascinata miseramente e tra gli sguardi impietositi di addormentati colleghi allo sputamerende: finto caffè macchiato con tutti i pallini di zucchero, brioche (sì, insomma, la briosc) del ’15-’18 con una improbabile confettura di ciliegie.
… se il buongiorno si vede dal mattino…
credo che tra un po’ mi chiuderò in cesso e un po’ piangerò… ma piangerò uno di quei pianti senza lacrime, quelli dove fai tutte quelle espressioni di tristezza/dolore/rabbia che vengono bene solo ai cartoni animati!

~ SORPRESA ~
nuovo template
la luna
un albero
un prato in discesa
chi c'era dovrebbe sapere...
^^
quando una cosa mi sembra meravigliosa fin da subito mi viene una paura tremenda, perché penso che, immancabilmente, mi dovrò aspettare il peggio.
quando invece una cosa mi sembra noiosamente brutta, che c’è tanto da fare, mi ci appassiono, perché immagino che quello che deve avvenire sarà sicuramente migliore.
oddio quanto odio questa cosa di me.
penso sempre un po’ troppo avanti e tendo a non apprezzare al cento per cento quello che c’è.
penso invece: porca miseria, se è tutto così bello, vedrai che il peggio arriva.
uff.
il peggio guastafeste. antipatico.
vorrei solo godermi appieno quello che vivo ora.
lo sai.
è un sogno. uno dei nostri.sono nei momenti come questi che, minimamente, comprendo individui quali jack the ripper o freddy kruger…sì, insomma, diciamo che non li giustifico ma li capisco…
io qui faccio una strage.
già il lunedì è drammatico perché torni alla dura realtà… ma quando ci torni bloccata da metà schiena fino alle punte delle orecchie (il fatto che io sia una zia catorcio è assolutamente da sorvolare) e ti trovi quei 10 gradi in meno già alle otto del mattino… eccheccazzo… i fili elettrici della tastiera, del monitor e anche del topo meccanico mi insinuano pensieri omicidi nei confronti degli amati coinquilini… questi li appendo come salami ai neon e ci gioco a freccette con le punture (reali che ho nel sacchetto sotto ai miei piedi)…
perché la cosa che più mi irrita è il male alla chiappa sinistra…
…era dai tempi delle elementari che non facevo una puntura!
sig… sob…
la prima domenica mattina alle dieci…
…la seconda stamattina alle sette e mezzo, fatta dalla dolce infermiera della croce verde, la signora brenna “mano di piuma”, per l’onesta cifra di dueeuroesessanta…
…il risultato: guidare coi lacrimoni per venti chilometri per il bruciore…. Maleeeeeeeeee!
…
e poi…
…passo il badge,
“buongiorno gianna”
varco la prima porta,
varco la seconda porta e…
SBAM
una sberla di freddo che a momenti mi pettina come la pina i fantozzi.
un po’, son sincera, spero che a qualcuno si rompa l’aria condizionata per la regola del contrappasso e si ritrovi a gironzolare in mutande (…brutta scena), unto come una patatina di mc donald, con una birra nella mano sinistra e una paglia MS nella mano destra e che non si possa neanche appoggiare al divano perché ci si appiccicherebbe ignobilmente come una big bubble (leggi bigbabol che non mi ricordo come si scrive) sputata fa sotto le mie ciabattine di cuoio.
bla.
domani è l’ultimo giorno di lavoro, per fortuna.