* S - esse *
- she knows -
s. sa che vorrà un forno autopulente
che vorrà parquet ovunque
e che è felice del nido.
s. sa che lui è speciale.
- news -
è che c'è un nido in centro storico
pronto per essere vissuto.
è che ci sono tante emozioni
che rendono la vita piena.
wow.
- the wizard of oz -
"...
Il mago li accolse, sempre restando nascosto dietro la tenda; prima parve rimanere stupito dell’impresa che avevano compiuto, poi disse che non aveva voglia di mantenere il patto che aveva contratto con loro. Stufi di sentire solo la sua voce e nervosi per la risposta del mago, i cinque amici tirarono la tenda e scoprirono con grande sorpresa che il mago non era altri che un piccolo ometto, ben diverso da come se lo erano immaginato.
“Dammi il cervello” urlava lo spaventapasseri; “voglio il cuore, supplicava l'omino di latta”; “a me il coraggio!” esclamava il leone; “facci tornare nel Kansas” pregava Dorothy e abbaiava Totò. La risposta che il mago diede lasciò tutti interdetti: “A te, spaventapasseri, non è necessario un cervello, perché sei stato in grado di risolvere alcune situazioni che hanno consentito a te e ai tuoi amici di arrivare fin qui e di rendere innocua la terribile strega dell’Ovest; a te, omino di latta, non serve un cuore, perché hai dimostrato di averne già uno grande, preoccupandoti dei tuoi amici; a te, leone, il coraggio non manca certo, in quanto hai messo in fuga un branco di lupi: devi avere solo un po’ più di fiducia in te stesso!”.
Lo spaventapasseri, l'omino di latta e il leone si resero conto che, in fondo, il mago aveva ragione; presero più fiducia in se stessi e si sentirono subito molto meglio. "
- everything is ok -
La mia sigaretta brilla rossa
insieme a luci di periferia
zampate della vita sulle mie ossa
sei più sincera quando dici una bugia
sull'asfalto acquoso una luna affilata tagliare
i fili che legano le stelle
stringo al cuore una lattina vuota e scopro che hai
lasciato
le unghie sulla mia pelle
finestrini aperti a dissetarmi di vento
la mia ruota incollata sulla striscia bianca
della mezzeria
gli occhi come due pezzi di vetro
tu non sei come mi credevo io
un autotreno mi ruggisce dietro
ma perché hai fatto il mondo così triste Dio?
alberi si drizzano ai lati della strada mi corrono
accanto
e il buio se l'inghiotte
alla radio un rock arrabbiato come un pugno allo
stomaco
che mi stringe nella notte
un dolore e un lampo di fuoco rosso
dentro a questo amore che io non posso
io non posso più
voglio andar via i
piedi chiedono dove ma via
tanto non ti perderò perché tu non sei stata mai
via
voglio andar via
da quei tuoi occhi che tirano sassi
e come in un duello far dieci passi
e poi guardarci l'ultima volta e via
dimmi che cos'è che ci hanno fatto
dimmi cosa c'è che io non so
perché tutto è finito come cenere in un piatto
e quei ragazzi ch'eravamo noi non ci sono più
e scambiare due parole brevi
con la notte blu dei benzinai
io ti baciavo mentre tu piangevi
e adesso che io piango tu chi bacerai
un caffè che drizza i capelli un pacchetto di fumo
e il vento rilegge il mio giornale
e domani uscire di nuovo farmi una faccia allegra
per il prossimo Carnevale
un chiarore freddo come un rasoio
per un altro giorno che nasce muoio
muoio muoio
voglio andar via
i sogni cercano dove ma via
anche all'inferno ci sarà qualcuno a farmi
compagnia
voglio andar via da te
che goccia a goccia hai bevuto il mio cuore
e dagli straccivendoli ricomprare
quel che resta del mio amore e andare via
http://www.youtube.com/watch?v=WR3dYfbc1sQ
- dreaming of -
e così vola, vola, vola
fin sulle nuvole.
sogna, sogna, sogna
fino al paradiso.
più salirà
più si farà male quando cadrà...
- blue lawn -
uscire al mattino presto
che fa freddissimo
senza che ci sia l'obbligo di farlo
e dare il bungiorno
a prati azzurri di luna piena
ancora alta a salutare l'alba
e creature notturne
che stanno per andare a dormire.
un buongiorno che ora si fa sentire,
ma che dopo un fine settimana di paturnie
ti raddrizza il lunedì...
- a small part of a big song -
...
Và... cuore mio da fiore a fior
con dolcezza e con amor
vai tu per me ...
Và... che la mia felicità
vive sol di realtà vicino a te...
- coming back -
succede che qualche volta si ritorna.
io ritorno dopo aver bisticciato con msn (creo profili su profili, stavolta perchè ho irrimedibilmente scordato la password [nuovo id del verde coniglio: silviettainrossoatlivepuntoit]), dopo mesi di addestramento andati fanculizzati, dopo settimane corte per il poco lavoro e dopo un fantastico week end.
ma soprattutto torno dopo una nevicata. la mia neve è tornata.
le mie lasagne sono piaciute, al ragù macavano un po' di funghi e in bocca ancora il sapore croccante di caldarroste accompagnate da un morbido vino rosso.
torno dopo aver giocato con facebook ed essermi fatto amico arturo brachetti.
torno aspettando di capire se la casa è quella giusta, se il lavoro è quello giusto.
torno certa che lui è quello giusto e che adoro vedermi già mano nella mano a dublino, fra quattro settimane.
torno con la solita paura di non realizzare i miei sogni e con la scialba certezza di poter essere felice un giorno.
torno con il proposito di fare i canederli una di queste sere.
“...
povero impiastro senza nome. È una piccola seccatura il fatto che non abbia un nome. Ma io non ho il diritto di darglielo, dovrà aspettare fino a quando non apparterrà a qualcuno. Ci siamo incontrati un giorno per caso vicino al fiume, non apparteniamo l’uno all’altra; e lui è indipendente, come me. Non voglio possedere niente finchè non avrò trovato un posto dove io e le cose faremo un tutto unico. Non so ancora precisamente dove sarà. Ma so com’è.” Sorrise e lasciò cadere il gatto sul pavimento. “E’ come da Tiffany,” disse. “Non che me ne freghi niente dei gioielli. I brillanti, sì. Ma è cafone portare brillanti prima dei quaranta, ed è anche pericoloso. Stanno bene solo addosso alle vecchie, i brillanti. Maria Ouspenskaya. Rughe e ossa, capelli bianchi e brillanti: non vedo l’ora. Ma non è per questo che vado da Tiffany. Sapete quei giorni, quando vi prendono le paturnie?”
“Cioè, la melanconia?”
“No” disse lentamente. “La melanconia viene perché si diventa grassi o perché piove da troppo tempo. Si è tristi, ecco tutto. Ma le paturnie sono orribili. Si ha paura, si suda maledettamente, ma non si sa di che cosa si ha paura. Si sa che sta per capitarci qualcosa di brutto, ma non si sa che cosa. Avete mai provato niente di simile?”
“Abbastanza spesso. C’è chi lo chiama angst”
“Benissimo, angst. Ma che cosa fate voi in questi casi?”
“Bè, un bicchierino aiuta”
“Ci ho provato. Ho provato anche l’aspirina. Secondo Rusty, dovrei fumare marijuana, e l’ho fumata per un po’, ma mi fa soltanto ridacchiare. Mi sono accorta che per sentirmi meglio mi basta prendere un taxi e farmi portare da Tiffany. È una cosa che mi calma subito, quel silenzio e quell’aria superba: non ci può capitare niente di brutto là dentro, non con quei cortesi signori vestiti così bene, con quel simpatico odore d’argento e di portafogli da coccodrillo. Se riuscissi a trovare un posto vero e concreto dove abitare che mi desse le stesse sensazioni di Tiffany, allora comprerei un po’ di mobili e darei un nome al gatto.”
- simply on air -
Occhi da orientale che raccontano emozioni
sguardo limpido di aprile di dolcissime illusioni
tutto scritto su di un viso che non riesce ad imparare
come chiudere fra i denti almeno il suo dolore
Più di cinquecento notti già mi sono innamorato
di una bocca appena aperta di un respiro senza fiato
se potesse questo buio cancellare l'universo
forse ti potrei guardare e non sentirmi così perso
ma tu dormi ancora un po' non svegliarti ancora no
ho paura di sfiorarti e rovinare tutto
no, tu dormi ancora un po' ancora non so
guardarti anch'io nel modo giusto
nei tuoi occhi disarmanti
sono occhi di ambra lucida tra palpebre di viole
sguardo limpido d'aprile come quando esce il sole
ed io sarò la nuvola che ti terrà nascosta
perché gli altri non si accorgano di averti persa
ma tu dormi ancora un po' non svegliarti ancora no
ho paura di sfiorarti e rovinare tutto
no, tu dormi ancora un po' ancora non so
guardarti anch'io nel modo giusto
nei tuoi occhi innocenti disarmanti devastanti
quei tuoi occhi che ho davanti
tienili chiusi ancora pochi istanti
occhi da orientale che raccontano emozioni
ed io cos'altro posso fare io posso scrivere canzoni
i tuoi occhi...
se potesse questa musica annullare l'universo
forse ti potrei guardare e non sentirmi perso
nei tuoi occhi...
disperso...
nei tuoi occhi...
(occhi da orientale - daniele silvestri)
- Let's see what the night will bring: It might be everything -
mi chiedi cos'è, bella domanda.
...
è come guardarsi in uno specchio
ma non vedi la tua immagine, vedi quella dell'altro,
ma se tu ti muovi, l'immagine riflessa fa i tuoi stessi movimenti
se avvicini una mano allo specchio, la mano dell'immagine riflessa si avvicina alla tua.
è come essere la stessa cosa, mantenendo la propria identità.
è come sentire il calore di un abbraccio quando sei un bambino
e hai voglia di fare un capriccio per sentirti passare la mano tra i capelli.
è come un pomeriggio fresco d'estate.
è come un mattino d'inverno dal sole dal colore caldo che fa brillare la neve.
è come la tavolozza delle foglie d'autunno, il profumo dei tigli in primavera.
è addormentarsi tranquilla perchè di fianco tu stai leggendo un libro.
è essere sdraiati con le teste vicine a guardare il soffitto a chiacchierare sottovoce di qualsiasi cosa.
è essere per l'altro e pensare che sei nato per quello.
e poi è che quando siamo noi può cadere il mondo
ma io non me ne accorgo nemmeno.
ecco cos'è, per me.
- to be a world -
tu sei il mio mondo.
non me l'aveva mai detto nessuno.
grazie. anche tu.
se magari in questo mondo troviamo anche una casa...
- rambling speech -
sono questi cieli autunnali in primavera che mi fanno sentire quanto incombe il fuori luogo. il fuori posto. quanto io possa essere fuori posto.
come le nuvole a maggio.
cosa c'entrano?
non ho mai amato particolarmente la pioggia, se non quando sono koalizzata (non coalizzata) a lui in un letto caldo. non ho mai amato particolarmente le nuvole, se non quelle scozzesi. e dire che metà del mio patrimonio genetico ama le giornate uggiose. anche a maggio. e, quando siamo insieme che inizia a piovere, dice: "senti? senti che bello!".
forse non è nemmeno colpa delle nuvole se mi sento grigia dentro. un po' come quegli elaborati di photoshop che vedi l'intera immagine a colori tranne un particolare, che rimane in bianco e nero. ecco, io mi sento come quel particolare.
e non è la solita paranoica depressione che va tanto di moda.
è solo che sono grigia dentro e non riesco neanche ad apprezzare il ticchetio che piace tanto a qualcuno.
seppure sia felice, è uno di quei giorni da suicidio dell'anima per evitare che pensieri incauti e pesanti abbiano il sopravvento. pensieri che ricordano che del domani non v'è certezza, che siamo come piccole foglie al vento alla mercè di quale forza suprema. che siamo sciocche formichine che fremono per immagazzinare i semini che trovano senza neppure immaginare che un bambino sta per rovesciare dell'alcool sopra il formicaio e che sta per accendere il cerino. a volte mi sento veramente come la stupida (brava) formichina.
e, ripeto, non è perchè sia triste.
è tutta colpa delle nuvole.
a volte vorrei solo essere un po' più leggera, vorrei vivere alla giornata senza preoccuparmi di dove appoggiare il rametto per il nido, vorrei andare via tutti i fine settimana, vorrei pensare che guarirò da sola, senza bisogno di medicine ed esami che ormai mi proscigano le sottili vene del braccio sinistro, vorrei uscire in bicicletta alla mattina presto e fermarmi per strada a prendere il pane e il giornale e chiedere come va a chi incontro, vorrei vedere lontano senza le lenti a contatto e vorrei fare un pisolino dopo pranzo tutti i giorni.
vorrei semplicemente passare le giornate senza aspettarmi nulla.
ma io non sono così.
e se scrivo è sempre per colpa delle nuvole.
alla fine io non sono così: io adoro pensare a quando sarò vecchia, adoro rovinarmi il fegato alla ricerca della mia casa, che non esite. io vivo per pensare al meglio per il domani e a fare sacrifici che alle persone del XXI° (ci siamo già?) secolo sembrano insensati. io amo vivere per la giustizia, per il sapore della verità. per il lavoro duro.
e cosa può offrire la vita ad una così?
solitudine. a nessuno piace stare vicino ad una paranoica.
inquietudine. una paranoica non trova mai la pace.
dubbio. per una paranoica non esiste la minima certezza.
e cosa una panaica può fare per affrontare una vita?
ascoltare. la musica è un'ottima compagna di viaggio.
leggere. i libri sono degli amici insuperabili.
avere un gatto. c'è solo quando ha voglia e non ha quegli stupidi atteggiamenti servili tipici dei cani.
e poi c'è lui.
ma lui è tutta un'altra cosa.
lui è come un cappello dalla tesa larga nelle giornate di sole.
è l'impermeabile quando piove, la coperta nelle serate fredde d'inverno.
lui è come trovare una conchiglia mentre cammini sulla spiaggia, è il profumo del gelsomino, è il sapore del vino bianco. è come quando la mamma ti aiutava a fare i compiti, è il papà che ti teneva per mano quando si attraversava la strada.
lui ti abbraccia anche quando non c'è. di lui senti il respiro anche se è lontano.
alla fine, per colpa delle nuvole, ho scritto anche di lui.
per un semplice motivo.
perchè la paranoica sa che la sua vita è stupenda e che lo sarà ancora di più.
perchè io ho lui. che è speciale, unico.
perchè lui ha me.
e in un mondo di miliardi di persone, la paranoica ha trovato colui che, tra le sue braccia, le fa scordare lo schifo di mondo che la circonda e la fa sentire al sicuro, come la bambina sulle gambe di suo nonno.
e questo è un regalo.
maledette nuvole.
[ on air: ho perso le parole]
- magic sheet -
ricevere una telefonata e dall'altro capo l'anima che ti dice: "sono contentissimo, ho programmato una cosa difficilissima e ho impostato in modo che quando avrei risolto il problema sarebbe comparsa una pagina con la scritta silvia! ... il tuo nome non compariva mai... poi alla fine... !"
...
come l'emozione di un mazzo di fiori.
- poetry -
si è addormentata mentre le accarezzavo la testa, tra un tasto e l'altro.
proprio sulle carte sulla scrivania.
sotto il monitor.
io scrivo e lei fa le fusa.
- home sweet home -
<<allora, vediamo, come la vuole questa casa? quanti metri? quante camere? cucina o angolo cottura?>
...
perchè le case devono essere catalogate in metri e numero di locali?
locali.
monolocale. ok. chiaro. uno.
bilocale. due locali. due camere? due stanze? bagno compreso?
riscaldamento centralizzato o autonomo?
box, garage, posto auto?
perchè è così difficile?
come vorrei la mia casa?
semplice.
la voglio che al mattino sia la luce del sole a darmi il buongiorno, scostando una tenda bianca mentre bevo la mia tazza di tè.
la voglio che il parquet sotto i piadi scalzi sia color miele e sembri di camminare su una fetta biscottata dorata.
vorrei una libreria bianca piena zeppa di libri, con il sorriso di mio nonno che mi saluta da una cornice d'argento per sempre in una giornata d'estate, sotto l'ombrellone.
la voglio che alla domenica mattina esci a piedi con un vestito di lino e vai a fare colazione in centro, mano nella mano.
la voglio che le sere d'inverno si guardi la televisione in pigiama sotto un panno di lana.
la voglio con la musica delle rise di amici a cena su un terrazzo accarezzato dalla luce di mille candele e dal profumo di un ottimo vino.
la voglio con un tavolo che conosce a memoria le mie ricette preferite.
la voglio con un salotto il cui tappeno sia più accogliente del letto, le cui porte abbiano il sapore dell'inghilterra, la cui stanza da letto conosca il riposo e la cameretta la passione di un lavoro urgente.
la voglio che sia come me.
la voglio che entri ed è casa.
ma dov'è, una casa così?
- equal opportunities -
sono in giornate come queste che mi rendo conto quanto siamo ancora lontani dalle pari opportunità.
e pensare che ne dovrò parlare anche al prossimo esame di inglese, o meglio, potrei parlarne se esce il topic.
forse è una visione strana la mia, ma ho sempre pensato che le pari opportunità tra i sessi si raggiungerà quando il sesso di ciascuno di noi potrà essere espresso liberamente senza aver paura del giudizio e di crudeli rappresaglie psicologiche e, di conseguenza, fisiche.
quando la donna potrà essere davvero una donna e l’uomo un uomo?
quando l’uomo non dovrà dimostrare con l’arroganza la propria virilità, con la violenza la sua determinazione?
quando una donna non dovrà nascondere con l’acidità la propria dolcezza, con la freddezza la propria pazienza?
mi chiedo se mai avrò l’opportunità di essere libera di dimostrare il lato più bello di ciascuna donna: l’abbraccio rassicurante che solo una mamma sa dare, l’amore passionale dell’amante, la calda carezza dell’amica, il consiglio della collega, il bacio soffice della figlia.
il proprio cuore, lo spirito di sacrificio, la pazienza, la determinazione, l’intelligenza, la sensibilità.
la voglia di riuscire in tutto. la forza di volontà.
le pari opportunità non sono un pari stipendio, una pari posizione, una pari carriera.
le pari opportunità ci saranno quando si darà la possibilità a una donna di essere Donna e a un uomo di essere Uomo.
in ogni situazione.
- office, today -
festeggiato, sciato, riso, camminato sotto la neve, fatto foto con la nuova macchina fotografica.
brindato ad una cara amica che si sposa.
fatto i soliti buoni propositi per il nuovo anno.
e ora qui.
di nuovo davanti al pc.
buon 2008, passanti.
- se questa è una donna -
è da un po' che trascuro le pallide pagine bianche che minacciose scintillano sullo schermo quando si clicca il comando "scrivi".
"scrivi". semplice cliccarlo, ma poi?
poi non hai molto da scrivere, se non che le giornate di ventiquattr'ore sono troppo brevi, e le settimane hanno andature troppo veloci.
1,2,3 settimane. volate.
puf.
tu giri, fai, vedi.
case, persone, amici, amiche, cene, chiacchiere, di nuovo case, ancora persone. sconosciuti dalle stesse facce, le stesse cravatte, i completi grigi e fuori moda. mani gesticolanti da illusionisti che vogliono vendere spettacoli di parole e discorsi prolissi e noiosi.
quadrati di cielo allegro incastrati in rigide finestre di ufficio.
lo sberleffo di quindici gradi a dicembre.
l'esigenza esterna di addobbare alberi a festa e terrazzi di squallidi mini babbo natale impiccati.
scale e renne comprese.
l'idea che solamente digitando velocemente sulla tastiera queste righe insensate esse creino il senso di attribuire a queste parole l'appellattivo di sfogo.
alla fine, gira e rigira, è li che si torna.
al cuore e l'anima fusi.
e 'fanculo agli aforismi e alle frasi fatte, 'fanculo alle poesie melodiche e ai malinconici testi capolavoro creati in un momento di acido o fumo.
è li che inizia. dal muscolo rosso che si dice sia grande quanto un pugno e che ti fa scorrere il sangue per vivere.
è da quel muscolo rimbombante che tutto ha inizio, sangue compreso.
perchè se c'è qualcosa di veramente falso è che è il sangue che ti fa vivere.
pensi di vivere senza quella voce incisa nelle vene?
pensi forse di vivere senza l'immagine di quelle mani rugose e asciutte scolpite in ogni singola piega del tuo cuore?
tu, ragazzina cresciuta, inesperta e piena di sogni e illusioni, pensi veramente che sia vita senza quei suoi dolci occhi grigi e stanchi che ti sussurrano coraggio e lealtà ad ogni battito?
se c'è qualcosa di veramente falso è che è il sangue che ti fa vivere.
- 4U -
mi sono trovata a pensare
di essere stata fatta per essere di una persona.
non mi sono sentita prigioniera
e non ho avuto paura.
- render -
VERSIONE CLASSICA
La formica lavora tutta la calda estate; si costruisce la casa e accantonale provviste per l'inverno. La cicala pensa che, con quel bel tempo, la formica sia stupida; ride,danza, canta e gioca tutta l'estate.Poi giunge l'inverno e la formica riposa al caldo ristorandosi con leprovviste accumulate mentre la cicala trema dal freddo, rimane senza cibo e muore.
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VERSIONE AGGIORNATA AL 2007
La formica lavora tutta la calda estate; si costruisce la casa e accantona le provviste per l'inverno.La cicala pensa che, con quel bel tempo, la formica sia stupida; ride,danza, canta e gioca tutta l'estate. Poi giunge l'inverno e la formica riposa al caldo ristorandosi con le provviste accumulate .La cicala tremante dal freddo organizza una conferenza stampa e pone la questione del perché la formica ha il diritto d'essere al caldo e ben nutrita mentre altri meno fortunati come lei muoiono di freddo e fame.
Santoro la ospita nel suo programma e dà la colpa a Berlusconi.Il portavoce di Rifondazione Comunista parla di una grave ingiustizia socialeRai 3 organizza delle trasmissioni in diretta che mostrano la cicala tremante dal freddo nonché degli spezzoni della formica al caldo nella sua confortevole casa con la tavola piena di ogni ben di Dio. I telespettatori sono colpiti dal fatto che, in un paese così ricco, si lasci soffrire la povera cicala mentre altri come la formica vivono nell'abbondanza.I sindacati manifestano davanti alla casa della formica in solidarietà della cicala mentre i giornalisti di sinistra organizzano delle interviste e si domandano perché la formica è divenuta così ricca sulle spalle della cicala ed interpellano il governo perché aumenti le tasse della formica affinché anch'essa paghi la sua giusta parte. Alla pacifica manifestazione partecipano anche i centri sociali che bruciano alcuni alberi del bosco e le bandiere di Israele e degli Stati Uniti.In linea con i sondaggi il governo Prodi redige una legge per l'eguaglianza economica ed una ( retroattiva all'estate precedente ) anti-discriminatoria. Visco e D'Alema affermano che giustizia è fatta. Mastella chiede una legge speciale per le cicale del sud. Di Pietro chiede l'apertura di una inchiesta su Berlusconi. Le tasse sono aumentate e la formica riceve una multa per non aver occupato la cicala come apprendista, la casa della formica è sequestrata dal fisco perché non ha i soldi per pagare le tasse e le multe: la formica lascia il paese e si trasferisce in Liechtestein. La televisione prepara un reportage sulla cicala che, ora ben in carne, sta terminando le provviste lasciate dalla formica nonostante la primavera sia ancora lontana.L'ex casa della formica, divenuto alloggio sociale per la cicala, comincia a deteriorasi nel disinteresse della cicala, del governo e dei sindacati. Sono avviate delle rimostranze nei confronti del governo per la mancanza di assistenza sociale, viene creata una commissione apposita con un costo di 10 milioni di euro. La commissione tarda ad insediarsi per la lite furibonda sviluppatasi all'interno della sinistra per la divisione delle poltrone.Intanto la cicala muore di overdose mentre la stampa evidenzia ancora di più quanto sia urgente occuparsi delle ineguaglianze sociali; la casa è ora occupata da ragni immigrati. Il governo si felicita delle diversità multiculturali e multirazziali del paese così aperto e socialmente evoluto.I ragni organizzano un traffico d'eroina, una gang di ladri, un traffico di mantidi prostitute e terrorizzano la comunità. Il partito della sinistra propone quindi l'integrazione perché la repressione genera violenza, e violenza chiamaviolenza...
- recipes -
una domenica mattina con sveglia puntata alle 9.00
a seguire mani esperte e piene di rughe
che mi allungano anche un grembiule
(2007, un grembiule!).
una domenica ad impastare patate e farina,
stendere prosciutto e pesto di spinaci.
arrotolare, cuocere, tagliare.
i raggi colorati che solo l'autunno regala.
il pensiero che un uomo speciale ha per me prima che si addormenti,
il gatto che si liscia contro le gambe,
i vetri appannati dal vapore.
guardare una foto mentre giro il cucchiaio nel sugo e pensare che gli farebbe piacere vedermi così.
questa è la Casa.
e come non potrebbe essere difficile, sfogliando planimetrie e descrizioni, trovare quella giusta per me e il mio futuro, di case...
ringrazio l'uomo speciale, il suo sostegno, i suoi pensieri, il suo tutto.
segnalo questo: www.andreagarzotto.com un ragazzo per 1/4 getleman che ci ricorda che i sogni si possono realizzare e di cui spero di visitare la prima mostra molto presto.
e adesso pizza&chiacchiere con le amiche.
- more than words -
sempre bello ricevere qualcosa di scritto,
soprattutto quando quanto è scritto va oltre la carta...
bello.
- home sweet home -
volate le (bellissime) vacanze
si ricomincia l'agonia lavorativa
con una sorpresa in più dalla mia città
che amo e odio allo stesso tempo.
integrazione.
parolona per pretendere di spostare una quindicina di roulotte
e dislocarle in quartieri residenziali.
...
tutta la trama la trovate
nel frattempo il premio della critica va a
lui !
- mumble mumble -
e girando in una notte calda estiva
tra una chiacchiera e l'altra con una cara amica
ci fermiamo a far due chiacchiere con un apparente sconosciuto.
fai per presentarti e questo ti anticipa:
sconosciuto: "ehi, guarda che io ti conosco"
s.: "...!" (merda e com'è che io non conosco te e mi sembra la prima volta che ti vedo?)
sc.: "facevamo l'asilo insieme"
s. "ah, ma dai, forse... allora, ma sì... sì..." (eccheccazzo... l'ASILO... avevo tre 3 t.r.e. anni!)
sc.: "sei uguale ad allora!"
...
quello che mi domando è:
- dimostro tre anni
- a tre anni dimostravo trent'anni.
qualsiasi sia la risposta, la serata ha preso una inconscia piega positiva pensandomi ancora bella fresca come una rosa.
=)
- ideas -
http://www.viadeicentenari.it/scoprilavia.htm
meraviglioso!
http://www.viadeicentenari.it/pillolaper100anni.htm
tutti quegli adorabili vecchini protagonisti...
- 11th july -
e chi li vuol compiere ormai...
- the week end is coming, of course -
"...
Mi venne voglia di puntargli la canna di una quarantacinque alla nuca per fargli chiudere il becco, ma non avevo attrezzi con me, e poi un professionista non se la prende mai con un cretino, nemmeno se è un tassista."
è da stamattina che me lo ripeto anch'io.
forza, che fra un po' si vola via.
- after dinner -
ho controllato i vasi e le foglie.
ho riempito annaffiatoi ed ho innaffiato.
ho cercato di raddrizzare grossi rami appesantiti dai fiori e ho fatto un giro tra i due alberi da frutto.
ho tirato un lungo serpente di gomma e ho irrigato le stanche membra di piante appassite.
il giardinetto che ho sempre visto troppo piccolo, mi è sembrato una piccola foresta grande quasi quanto un campo da calcio. regolamentare.
ho preso in mano una lumaca senza il guscio e ho fatto scappare sunny schizzandola con l'acqua.
ho dissetato un ibiscus, tre rose a spalliera, una siepe mista e i vasi di canne di vetro.
ma prima di tutto questo, ho aperto un cassetto in cantina cercando dello spago per legare le ortensie.
e ho visto carta di regali e di uova di pasqua scartati.
carta gelosamente custodita e diligentemente ripiegata.
tanto diligentemente quanto solo un vecchio sa fare.
e per quella inutile carta di pacchi scartati, Natali passati, pasque mangiate,compleanni applauditi ho pianto pensando alle sue mani che potavano quelle rose che stasera mi pregavano acqua.
- it's friday -
I am a Snapdragon
http://www.thisgardenisillegal.com/flower-quiz.htm
finalmente è arrivato venerdì.
e mancano "solo" venti giorni alla partenza.
!.
- health is better -
mi trovo a pensare a quando mia nonna mi dice che l'importante è la salute.
e sebbene tutti lo sappiano, pochi lo credono, troppi la snobbano,
l'importante è proprio lei.
la "voce da trans" (con tutto il rispetto e resa attuale dall'ultimo gay pride)
non se ne vuole andare
ed è solo uno dei problemini.
e quindi sebbene l'avvicinarsi del lunedì lavorativo,
il milione di capelli che perdo pensando troppo
a quanto deve essere fatto,
ho un solo pensiero:
riprendermi la mia salute con le unghie, con i denti e con un ricostituente.
ecco.
buon lunedì, people.